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Case popolari, via alla task force per la regolarizzazione degli alloggi
La giunta di Acerra dà mandato agli uffici dell’ente per definire le istanze di sanatoria inviate e non ancora esaminate.
ACERRA – Edilizia residenziale popolare, al via la task force per la regolarizzazione degli alloggi abusivi. Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco Raffaele Lettieri che si dice pronta ad investire il personale dell’ente (III e IV divisione, Ufficio Patrimonio e Ufficio Casa) per arrivare a stanare chi non è in regola o ha occupato senza titolo uno dei 247 appartamenti del quartiere Ice Snei o delle 34 case del rione Bruno Buozzi.
Da parte del Comune c’è la ferma volontà di contrastare i fenomeni di illegalità e al tempo stesso quella di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare con la possibilità di riqualificare i complessi abitativi innescando meccanismi virtuosi legati all’acquisto a prezzo agevolato degli alloggi da parte di fasce deboli della popolazione eliminando eventuali sacche di privilegio o abuso del godimento dei beni di proprietà del Comune stesso.
Nell’ottica di offrire alla comunità un servizio di ‘interesse generale’, dunque, si rende necessario un processo di riorganizzazione per definire le azioni da intraprendere nella fase gestionale di assegnazione degli alloggi, per risolvere soprattutto la questione legata alle occupazioni abusive regolarizzando, così, dal punto di vista amministrativo di chi non è in possesso di un valido titolo ma che rientra nei requisiti di legge.
La mancata soluzione a tale problema, infatti, oltre a costituire un deterrente per la definizione dei pagamenti comporta anche un rallentamento al piano di dismissione del patrimonio immobiliare di edilizia popolare, in base al quale gli aventi diritto all’acquisto devono essere regolari assegnatari. In un bando del 2013, nello specifico, il Comune aveva già invitato gli occupanti a presentare apposita richiesta di regolarizzazione.
Il compito della task force, che potrà avvalersi anche di risorse esterne, sarà quello di definire le numerose istanze di sanatoria inviate all’ente e non ancora esaminate e individuare i casi che comportano il venire meno dei requisiti utili all’assegnazione delle case. (REDAZIONE)










