Nella struttura -abusiva- di località Candelara operazione di polizia e vigili urbani per censire i nomadi. Con le forze dell’ordine anche tecnici del Comune e personale Asl ed Enel.
ACERRA – Controlli al campo rom, ‘prove tecniche’ di sgombero. E’ quanto avvenuto l’altra mattina nella baraccopoli di località Candelara. Il blitz, finalizzato al censimento delle persone lì residenti, ha visto in azione gli uomini del commissariato di polizia di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano, insieme alla Polizia Municipale, guidata dal comandante Felice D’Andrea e con il supporto dei carabinieri della locale stazione, agli ordini del comandante Vincenzo Vacchiano.
All’operazione hanno partecipati i tecnici dell’Utc del Comune di Acerra e personale dell’Asl e dell’Enel. Censite una quarantina di persone, compresi alcuni bambini. Non è stata staccata la corrente elettrica, né tantomeno sono entrate in azione le ruspe. Riscontrate pessime condizioni igienico-sanitarie in tutta la struttura, fatta di diverse ‘baracche’ – quasi tutte abusive – che si estendono in un appezzamento di terreno ai confini con il comune di Marigliano
Non è escludere, dunque, che l’intervento di ieri possa rappresentare una fase preliminare che preveda in un successivo momento l’ipotesi sgombero. Sgombero che era stato richiesto in passato a più voci da diversi movimenti e partiti. Lo scorso luglio, infatti, l’aggressione nei confronti di alcuni esponenti del gruppo ‘Volontari Antiroghi di Acerra’ scatenò le ire in particolare di Fratelli d’Italia–An che invitarono l’ amministrazione comunale e le forze dell’ordine a tutelare l’attività di questi cittadini. Secondo la locale sezione di Fdi era dal campo rom che partivano dei roghi tossici avvertiti soprattutto nei quartieri Spiniello e Ferrovia.
“Un luogo che soprattutto in estate tende a essere il punto di partenza di numerosi roghi che costringono i cittadini a barricarsi nelle case per scampare alle nubi tossiche e maleodoranti che si levano di giorno e di notte – l’affondo del partito di centrodestra – riteniamo, pertanto, che esistano tutte le condizioni affinché il campo sia sgomberato nel rispetto dei diritti umani di chi lo vive e nel rispetto di tanti cittadini acerrani che lo subiscono”. Di lì i dubbi sollevati su come “acqua ed energia elettrica facessero ad arrivare in un campo abusivo divenuto oramai una bomba ecologica”. (RED.CRO.)
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