L’accordo tra il suo legale ed il pm – dopo il via libera del giudice – determinano una condanna a 2 anni con pena sospesa. Era già libero da due settimane. Domenica scorsa il primo gol in campionato.Fucile in casa, 29enne condannato. E’ quanto ha disposto ieri mattina il gip del tribunale di Nola Martino Aurigemma nei confronti di Domenico Panico, di Acerra. Il giovane, che gioca nella squadra di calcio della sua città, ora in testa al campionato di Prima Categoria, rimedia due anni dopo essere stato ammesso al patteggiamento giunto in seguito all’accordo tra il suo legale difensore, l’avvocato Rosa Montesarchio ed il pubblico ministero De Franchis. Beneficia della sospensione della pena.
Il calciatore era già libero da due settimane, quando il giudice gli aveva revocato i domiciliari ai quali era sottoposto al termine dell’udienza di convalida dell’arresto: in quella occasione, dunque, aveva anche potuto riprendere gli allenamenti. Il 29enne era stato bloccato dalla polizia lo scorso settembre: nella sua casa di via Caporale, pieno centro storico cittadino, in un improvvisato intercapedine dello sgabuzzino, gli agenti del’Investigativa avevano trovato un fucile, modello ‘doppietta’ alterato perché con la canna mozzata.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia l’attaccante granata aveva praticamente ammesso i fatti e fornito anche la sua spiegazione in merito alla presenza del fucile: un’arma risalente al 1954 e appartenuta a suo padre, deceduto qualche anno fa e rimasta nel tempo nella dimora di famiglia. Dopo circa due mesi di domiciliari l’attaccante aveva ripreso gli allenamenti e sabato scorso aveva anche fatto il suo rientro in campo segnando anche il gol del 2-0 che aveva consentito ai granata di espugnato il campo della Virtus Liburia.
Una rete festeggiata con una corsa liberatoria verso gli spalti affollati dalla tifoseria del Toro, dei quali Panico è un vero e proprio beniamino. (red.cro.)
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