Il Vescovo di Acerra nel giorno del ringraziamento celebra nella Cattedrale insieme agli agricoltori sul tema de ‘Il suolo, bene comune’.
ACERRA – Insieme agli agricoltori nel giorno del ringraziamento per ribadire che questa Terra è Terra del buono. La celebrazione sul tema ‘Il suolo, bene comune’ avverrà domenica prossima nella Cattedrale: di fianco a monsignor Antonio Di Donna ci saranno gli agricoltori acerrani. Fiducia nelle istituzioni che hanno assunto pubblicamente impegni precisi e l’unità della Chiesa campana sulla questione ambientale sono l’eredità preziosa, secondo il Vescovo, dopo la Giornata del creato tenutasi ad Acerra lo scorso 26 settembre.
Dall’alto prelato traspare un certo ottimismo per il futuro, anche alla luce di quanto ribadito dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, all’Expo di Milano lo scorso 19 ottobre, sulla bontà dei prodotti e dei suoli della regione. Di Donna è fiducioso per gli “impegni che le istituzioni hanno assunto” con il nostro territorio, in particolare “la Regione Campania nella persona del governatore De Luca”.
In quella occasione, proprio De Luca si è impegnato concretamente a ricostituire “in poche settimane” il registro dei tumori, ad avviare le bonifiche, dopo aver ammesso che su questo punto “fino ad ora non è stato fatto niente”; a lanciare un piano serio di monitoraggio ambientale e smaltimento delle ecoballe, dichiarando la propria disponibilità, insieme al procuratore capo di Nola Mancuso, per la partecipazione di cittadini nel controllo della qualità dell’aria, che lo stesso De Luca ha riconosciuto in parte “inquinata”; e a sostenere l’agricoltura.
“Di fronte a questi veri e propri impegni assunti – precisa monsignor Di Donna – dobbiamo dare il tempo alle istituzioni” rispetto a quelle “istanze permanenti, frutto di un cammino lungo di maturazione”, presentate dalla società civile il 26 settembre ad Acerra, e cioè “la richiesta di garanzie su salute, inquinamento e rilancio dell’agricoltura”. La fiducia accordata, però, non è una cambiale in bianco.
“La Chiesa continuerà a mantenere alta la vigilanza, confortata e in obbedienza al magistero (il riferimento è all’enciclica di Papa Francesco, Laudato si’, sulla cura della casa comune, pubblicata lo scorso giugno) – afferma il Vescovo – io credo che noi dobbiamo dare tempo e fiducia alle istituzioni: è chiaro che, a medio termine, andrà fatta una verifica di quanto e come è stato fatto di quello promesso”. Nel breve periodo, tuttavia “noi manterremo alta la vigilanza sulla questione ambientale”che sottolinea anche “alcune zone d’ombra” su quella “operazione verità” che egli stesso chiede da quando è arrivato ad Acerra.
“Se i 500 milioni chiesti a Renzi dal governatore De Luca serviranno a rimuovere le ecoballe quali risorse saranno destinate alle bonifiche, visto che alcuni territori attendono da anni di essere ripuliti. E l’aria? Dobbiamo credere ai dati diffusi dalle associazioni ambientaliste, per i quali ad Acerra, nel 2015, molto prima che l’anno termini, ci sono già stati 59 sforamenti sul livello d’inquinamento contro i 35 previsti dalla legge ?. E, in ultimo, l’inceneritore, intorno al quale non sono mai stati fugati i tanti dubbi, non solo dei cittadini di Acerra ma anche di esperti scienziati, in merito all’impatto ambientale, al funzionamento e soprattutto al suo ruolo nel piano regionale di smaltimento dei rifiuti. Acerra ha già dato e non può sopportare un aumento dei rifiuti da bruciare in quell’impianto. Acerra è satura e non sopporterebbe ulteriori carichi ambientali. E se ciò dovesse accadere, ci si assumerebbe una grave responsabilità”.
Sullo sfondo delle parole di Di Donna, c’è anche un obiettivo di lungo termine: “Lavoreremo per la formazione dei cristiani con l’educazione alla giustizia, pace e salvaguardia del creato, a partire dal catechismo dell’infanzia, affinché in futuro ci siano laici maturi e motivati, capaci di portare avanti l’impegno sulla questione ambientale”. E anche su questo punto, il presule invita ad aspettare “le decisioni della Conferenza episcopale campana, dopo la pubblicazione degli atti di tutto il cammino compiuto dal 2014 al 2015, con il sostegno sicuro delle diocesi più toccate dal problema”. (REDAZIONE)
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