Panico, forte attaccante dell’Acerrana, era stato coinvolto in un blitz della polizia con il rinvenimento di un’arma.
Calciatore scarcerato, può riprendere gli allenamenti. E’ quanto ha stabilito il tribunale di Nola nei confronti di Domenico Panico, 29enne di Acerra. La decisione è giunta due giorni dopo l’udienza processuale che lo vede imputato per armi e che avrebbe dovuto concludersi martedì ma che è stata rinviata per un difetto di notifica.
Il giudice ha accolto l’istanza del legale difensore, l’avvocato Rosa Montesarchio, che si era espressa per la mancanza delle esigenze cautelari. Il giovane era ai domiciliari. L’udienza è slittata a metà mese. Il giocatore dell’Acerrana era stato bloccato dalla polizia lo scorso settembre. Al termine della perquisizione nella sua casa di via Caporale, pieno centro storico cittadino, in un improvvisato intercapedine dello sgabuzzino ricavato attraverso scatole, buste ed oggetti in disuso, gli agenti del’Investigativa avevano trovato un fucile, modello ‘doppietta’ alterato perché con la canna mozzata.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia (al termine del quale gli fu negata anche la possibilità di poter partecipare agli allenamenti) l’attaccante granata aveva praticamente ammesso i fatti e fornito anche la sua spiegazione in merito alla presenza del fucile: un’arma risalente al 1954 e appartenuta a suo padre, deceduto qualche anno fa e rimasta nel tempo nella dimora di famiglia.
Panico era stato confermato a luglio dalla dirigenza del Toro come uno dei punti di forza della squadra che punta decisa in questa stagione a vincere il torneo: uno sforzo notevole della società in quanto la talentuosa punta vantava richieste importanti non solo da società militanti in Promozione, ma anche da altre compagini di Prima Categoria. Da ieri potrà dare nuovamente il suo apporto per la risalita del ‘Toro’ in categorie più importanti. (red.cro.)
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