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Nasconde cocaina nei giochi dei figli, 33enne in trappola
Il 33enne finisce ai domiciliari per spaccio: recuperate 11 dosi di ‘neve’.
ACERRA – Spaccio, 33enne arrestato. E’ quanto risulta dopo l’operazione messa a segno dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, che ieri mattina hanno bloccato Giacomo Doni (nella foto), del posto. I fatti: sono da poco trascorse le sette quando al termine di un’accurata attività infoinvestigativa i militari dell’Arma giungono sulle tracce dell’uomo sul quale c’è più di un sospetto che possa aver messo su uno smercio al dettaglio di stupefacenti. Così effettuano un’irruzione nell’abitazione del personaggio già da tempo attenzionato: da una minuziosa perquisizione dello stabile saltano fuori 11 pallini di cocaina per un peso di circa dieci grammi: la droga custodita nei giocattoli dei suoi figli, in particolare nella testa d un pupazzo.
Dopo le formalità di rito il 33enne viene tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e trasferito ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida per direttissima che avverrà questa mattina davanti al giudice monocratico del tribunale di Nola. Assistito dal suo legale di fiducia dovrà spiegare i motivi del possesso delle dosi di coca tra le mura domestiche.
Il 33enne è persona già nota alle cronache locali in quanto a gennaio del 2014 fu coinvolto nel blitz della polizia contro gli estorsori della mala locale: in un primo momento riuscì a sfuggire all’operazione, salvo essere catturato tre a giorni dopo dai carabinieri a Pomigliano d’Arco, dove si era rifugiato a casa di amici. Accortosi dell’arrivo delle forze dell’ordine provò a scappare lanciandosi da una finestra al primo piano sul tetto di lamiera di un capannone adiacente, ma dopo un breve inseguimento fu preso e ammanettato. Insieme agli altri esponenti dell’organizzazione fu processato rimediando 4 anni in primo grado con l’abbreviato scesi poi a due in Appello, con la caduta dell’aggravante sia dell’associazione che del metodo mafioso: fu il primo, in proposito, ad essere scarcerato, col tribunale che accolse la richiesta del suo legale di fiducia, l’avvocato Elisabetta Montano.










