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Ecco il grano ‘antico’ che rispetta ambiente e diritti
Il Gruppo d’Aquisto Solidale Acerra, nato in collaborazione con la Locanda del Gigante, promuovere un modello di consumo critico e consapevole che ponga attenzione all’origine dei prodotti e alla loro lavorazione nel rispetto dell’ambiente e dei diritti, in merito all’iniziativa della semina ad Acerra del grano antico.
Germoglia. Fa capolino con le foglie protese verso il Vesuvio che sovrasta l’orizzonte della nostra amata Acerra. E’ il grano, il grano antico, quello che mangiavamo prima che i moderni processi industriali e il consumo incontrollato imponessero un prodotto modificato ma che semplificasse la sua lavorazione. Noi abbiamo scelto la strada più difficile, quella del ritorno alla terra, del rispetto dei suoi tempi e delle sue caratteristiche, senza violarla, senza calpestarla ma amandola. All’inizio è un sogno, un ideale, un progetto di Mimmo, del gruppo d’acquisto solidale di Acerra, esperienza di consumo collettivo e consapevole, poi diventa bellezza; dal lavoro della terra, quando la zolla va sotto per far emergere la terra fresca, quella che accoglierà il grano, alla semina che è speranza lasciata cadere nei solchi della propria terra, quei piccoli semi a cui dedichiamo le nostre fatiche.
Ma da soli nulla è possibile, nulla è realizzabile e poi non c’è gusto, non ci si diverte e si è tristi, e se si e tristi il grano non può nascere. Ed è per questo che abbiamo bisogno di Pio e dei suoi amici col trattore, prima Sabatino che ha arato e poi Giovanni che ha seminato, perché la terra esige sapienza ed esperienza per quanto amore tu possa darle e poi grande è la gioia nel sapere che nella nostra città ci sono giovani di grande volontà e con un buon cuore che quotidianamente affrontano la sfida del lavoro della terra nonostante le difficoltà e l’impoverimento dei nostri territori. E’ così che la magia può avvenire, condividendo mezzi e conoscenze, passioni e L’inverno è rigido, piove e fa freddo, uccellini o talvolta rapaci uccellacci sono una minaccia per i semi dolci e teneri. Ma a metà gennaio, quando ancora il gelo copre tutto e i camini sbuffano nuvole di fumo per l’intero giorno, lui, il grano, sfrontato e ribelle germoglia e fa risorgere le fatiche in nuove idee, in nuove speranze e rinnovati sentimenti d’amore.
E allora non ci resta che aspettare primavera perché è tempo di crescere, di rafforzarsi ed infine maturare.
Solo allora potremo raccogliere e avremo il nostro grano.
Poi il grano diventerà pane, abbondanza, felicità.
E sarà festa.
di Maria Russo










