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Spaccio in famiglia, terzetto ammette le proprie responsabilità
Madre, padre e figlio restano ai domiciliari: il solo capofamiglia riceve l’ok per uscire e recarsi al lavoro.
ACERRA – Spaccio business di famiglia: madre, padre e figlio ammettono i fatti contestati. E’ quanto avvenuto ieri mattina nel corso dell’udienza di convalida degli arresti di Giuseppe Morvillo, di 50 anni, sua moglie Agnese Intermoia, 44enne nota come ‘a puzzulana (nella foto) e di Salvatore, il loro ragazzo di 22 anni. Davanti al gip Paola Borrelli del tribunale di Nola ed assistiti dal legale di fiducia, l’avvocato Rosa Montesarchio, i tre si sono assunti le proprie responsabilità in merito al blitz della polizia di Acerra che venerdì sera li aveva sorpresi in flagranza mentre confezionavano dosi di droga. Restano ai domiciliari: il solo papà è stato autorizzato ad uscire di casa per andare a lavorare.
Il terzetto era stato bloccato la settimana scorsa nella propria abitazione a due passi dal Duomo, pieno centro storico cittadino. L’intervento degli agenti dell’Investigativa del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano e coordinati dal sostituto commissario Alessandro Gallo, era stato preceduto da un accurato servizio di osservazione, anche con l’ausilio di un puntatore notturno.
In totale erano state sequestrati 8 panetti di ‘fumo’ dal peso complessivo di 800 grammi, quattro stecche di hashish dal peso di circa 11 grammi, 30 bustine cellophanate, 57 involucri di erba da 75 grammi, un bilancino di precisione, due buste per alimenti contenenti altri 100 grammi di marijuana ed un ‘libro mastro’ con nomi rispettivi numeri di telefono.










