- L’ex Pretura di Napoli alla Guardia di Finanza, arriva il passaggio di consegna
- Verso le Comunali 2027, nasce il progetto Progressisti e Democratici per Acerra
- Riconoscimento speciale all’Ispettore Capo Imma Terracciano, il sindaco: un orgoglio per la nostra comunità
- Hashish e marijuana, 23enne arrestato e liberato
- Archivio Storico del Banco di Napoli, addio al ‘maestro’ Eduardo Nappi
- Tragedia ad Acerra, muore schiacciato dall’auto
- Salute e divertimento, l’utile e il dilettevole: è la grande primavera di Acerra
- Acerra, grande partecipazione popolare per la Giornata della Prevenzione
- ‘Beccato’ dalla Municpale a sversare rifiuti in maniera illegale, denunciato
- Firme false per le elezioni comunali a Giugliano, 8 indagati tra politici ed avvocati
Definitivo pena, 28enne spedito in carcere
Deve scontare 1 anno e 8 mesi per associazione a seguito di pronuncia della Cassazione. Già partita la richiesta di scarcerazione del suo legale.
ACERRA – Definitivo pena, in carcere Antonio Di Buono. E’ quanto risulta dopo il provvedimento eseguito l’altra sera dai carabinieri nei confronti del 28enne di Acerra. Il giovane, noto in città come o’ marcianisiell, passa dalla comunità del Casertano al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il suo legale di fiducia, però, l’avvocato Rosa Montesarchio, ha già provveduto a presentare un’istanza al tribunale di Sorveglianza per l’immediata scarcerazione: il difensore ha basato il suo ricorso sul fatto che ci sono già delle pronunce specifiche sul passaggio dalla comunità al carcere, nonostante la diversità di reati.
L’ordine di esecuzione, infatti, è arrivato dopo la sentenza della Corte di Cassazione in merito al processo Risiko, chiusosi con la conferma delle condanne in Appello. Al 28enne restano da scontare 1 anno e 8 mesi per associazione. In comunità, invece, stava scontando una condanna per porto e detenzione in luogo pubblico di arma clandestina e ricettazione, di cui a breve è atteso l’esito dell’Appello.
Per quel che concerne l’ordinanza Risiko, infine, la Cassazione aveva confermato due settimane fa otto condanne su nove. Tra le pene della Suprema Corte, proprio quelle a carico di Antonio Di Buono e di suo padre, il ras Vincenzo Di Buono, oggi irreperibile e la cui posizione si è aggravata perché ha violato le prescrizioni sulla sorveglianza speciale.










