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“La mancanza di lavoro deprime e può portare al suicidio”
Lo ha detto il vescovo di Acerra Antonio Di Donna in un incontro al Liceo ‘de Liguori’ con studenti ed ex lavoratori Montefibre. Letta la testimonianza di un 50enne disoccupato.
ACERRA – “In Italia manca il lavoro e ad Acerra la situazione è drammatica”. Lo ha detto il vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna nell’incontro al Lieco ‘Alfonso Maria de’ Liguori’ con gli studenti e gli operai cassintegrati dell’ex Montefibre. Lo stesso Vescovo ha spiegato di essere “ogni giorno testimone di persone disperate che si rivolgono a lui non chiedendo soldi ma un lavoro”.
Per questo ha scelto di leggere una lettera di un uomo con più di 50 anni, che ha perso il lavoro e che pur avendo maturato tanta esperienza non riceve chiamate. “Questa situazione lo porta a chiudersi in se stesso – ha sottolineato Di Donna – perché la mancanza di lavoro significa depressione, famiglie che si sfasciano e in alcuni casi addirittura suicidio”. Dalla stessa guida della Diocesi è partito l’invito a mettere insieme scuola e lavoro “facendo in modo che i giovani vivano un’esperienza lavorativa prima di terminare gli studi” precisando che si tratta di un tema e un impegno difficile per il quale non deve calare l’attenzione.
“Del resto la Chiesa vi è vicina anche attraverso l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro diretto da Mario Cappella con l’aiuto degli animatori del Progetto Policoro”, con l’auspicio che la preghiera con studenti e lavoratori aiuti tutti ad affrontare questa difficile sfida incanalandola in un binario di giustizia.
Dopo la benedizione il Vescovo ha invitato tutti i lavoratori a non scoraggiarsi, mentre un operaio ha ringraziato il presule per la “vicinanza concreta”. Monsignor Di Donna ha sostenuto l’importanza dell’incontro tra studenti ed operai, che vivono il dramma della chiusura dello stabilimento ex Montefibre evidenziando anche che “la mancanza di lavoro è un attentato alla dignità della persona umana”. (REDAZIONE)










