Acerra, si apre processo contro i ‘comunali’: subito un colpo di scena

By on 2 febbraio 2016

La difesa solleva un’eccezione che potrebbe riportare gli atti in Procura: senza specificare le ore di assenza non può essere quantificato il danno.

Si è aperto ieri pomeriggio il processo contro i 61 dipendenti del Comune di Acerra accusati di false attestazioni e certificazioni in concorso. Davanti al giudice Anna Imparato del tribunale di Nola, però, si è registrato subito un colpo di scena: un’eccezione sollevata dall’avvocato Giovanni Bianco determina un rinvio del processo al prossimo 21 fine marzo.

A tale richiesta si sono associati anche gli altri legali difensori. Secondo l’avvocato Bianco, infatti, esiste una genericità del capo d’imputazione che, in particolare, non quantifica il danno causato e quindi non consente di instaurare una opportuna difesa. Nello specifico, per esempio, non c’è la possibilità di valutare né un eventuale risarcimento del danno, né tanto meno una tenuità del fatto. Nel fascicolo, infatti, non sono state specificate le ipotetiche ore di assenza dal posto di lavoro dei dipendenti, dalle quali, poi, verrebbe quantificato il danno in caso di condanna.

Il giudice dovrà sciogliere la riserva e qualora l’eccezione venga ammessa ci sarebbe un ritorno degli atti in Procura per riformulare un nuovo capo d’imputazione. In caso di respingimento, invece, ci sarebbe l’apertura del dibattimento, in cui verranno ascoltati i primi teste del pubblico ministero, tra cui l’ex dirigente del commissariato di polizia di Acerra, che aveva diretto le indagini all’epoca del blitz in Municipio.

Il processo contro i 61 ‘comunali’, in realtà sarebbe dovuto cominciare già lo scorso novembre, ma proprio un difetto di notifica nei confronti di tre persone ne ha provocato il rinvio a ieri. Si allungano ulteriormente, dunque, i tempi di un procedimento che come già previsto avrà tempi di definizione che si preannunciano ‘biblici’. La difesa, infatti, si è già dimostrata agguerrita nel far valere le ragioni dei propri assistiti divenuti a torto, prima ancora del rinvio a giudizio, un simbolo dell’Italia che non funziona. La gogna mediatica – soprattutto televisiva – alla quale i dipendenti e la città di Acerra in generale hanno assistito ha provocato le ire della comunità locale che non ci sta, comunque, a passare come esempio di ‘male assoluto’ di un paese.

Le accuse – false attestazioni e certificazioni in concorso – sono un reato che riguarda proprio chi nella pubblica amministrazione sostiene falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia.

Il blitz in Municipio fu messo a segno a giugno del 2013 dagli uomini della Polizia di Stato di Acerra. Su quei fatti, successivamente, vennero diffusi anche dei video in cui si vedeva chiaramente come alcuni dipendenti aspettassero fuori al Comune i colleghi per farsi consegnare il tesserino e ‘passarlo’ nell’apposita macchinetta al suo posto. Per questi fatti Comune si è costituito parte civile due settimane prima dell’inizio delle udienze preliminari, con un’apposita delibera di giunta, ma occorrerà attendere la fine del procedimento penale per l’irrogazione dell’eventuale sanzione. (redazione cronaca)

Centro Servizi Acerra