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Agricoltura biologica, un’opportunità per il territorio
Domani mattina al Castello Baronale di Acerra mostra mercato delle bioeccellenze campane, nel pomeriggio convegno con esperti a confronto nella locale sede dell’Isde.
ACERRA – Dall’Enciclica “Laudato si‘“ di Papa Francesco, al Territorio: sul delicato rapporto tra Ambiente, “Agricultura”, Alimentazione e Salute per una bonifica integrata “Uomo-Ambiente”.
Una Conferenza che coinvolga le istituzioni, per individuare il cardine intorno al quale sviluppare le ormai improcrastinabili esigenze di nostra “Madre Terra”, nelle quali è in gioco la sopravvivenza stessa dell’Uomo e la sua fertilità. Sabato 16 gennaio, da Acerra, epicentro della Terra cosiddetta dei Fuochi, realtà storicamente conosciuta in tutto il mondo come fertile “Terra di Lavoro”, i Medici ISDE insieme ad Agroecologi e Giuristi della Corte Costituzionale intendono sviluppare un’azione pilota, quale modello per la riconversione agroeco-biologica del territorio che tenda a migliorare in primis gli indici di salute della popolazione utilizzando al meglio le risorse finanziarie disponibili nel PSR Regionali 2014-2020, appena approvato dalla Commissione.
Un modello di sviluppo agroecologico territoriale eco-compatibile, che migliori “l’econologia” (economia ecologica) dei processi produttivi agricoli tradizionali attraverso l’innovazione agroecologica assistita, ai fini della tutela ambientale, sanitaria ed idrogeologica (Diritti inviolabili ai sensi degli Art. 32 e 9 della Costituzione ), può nel contempo sostenere, sia il reddito degli Agricoltori, sia l’economia generale della distribuzione agroalimentare, oggi sempre più orientata da “consumattori” sensibili ed informati che richiedono alimenti “salutari”.
I fondi europei garantiscono agli agricoltori biologici la copertura dei mancati ricavi, dei maggiori costi delle coltivazioni biologiche, dei costi per le burocrazie di transazione al sistema di produzione biologica, dei costi per le misure Agro-Climatico-Ambientali, volte alla sistemazione idraulico-agraria,al ripristino della biodiversità, alle misure per la riduzione dei gas serra. Sono a disposizione, inoltre, 500 euro per Unità Bovina equivalente ai fini del benessere Animale per gli allevatori biologici.
I nuovi PSR Regionali prevedono fondi obbligatori per la Formazione, Assistenza tecnica e Tutoraggio degli agricoltori biologici, oltre al rimborso delle spese di certificazione biologica. Notevoli risorse sono disponibili per il trasferimento delle Innovazioni Agroecologiche, la Formazione dei tecnici e le Assicurazioni delle Produzioni agricole contro Avversità climatiche, Insetti e Patologie. Altri fondi sono a disposizione per le organizzazioni di produttori biologici (O.P.), per l’informazione e la promozione dei loro prodotti, per gli investimenti necessari nella produzione e trasformazione, con priorità per la vendita diretta e a filiera corta ed un occhio particolare alla cosiddetta “Agricoltura Sociale Biologica”.
I Sindaci stessi, in qualità di tutori della salute dei cittadini, dal momento che il bio-accumulo di Pesticidi ha raggiunto livelli molto pericolosi, possono avviare programmi di riconversione biologica territoriale, anche attraverso i GAL, sostenuti dai fondi del PSR. Il 16 gennaio ad Acerra, alimenti di qualità, salute, cultura, per declinare nel concreto, dal basso e nel territorio la Sostenibilità Ambientale.
Sarà, infine, presentata la proposta di istituzione presso la sede ISDE Regionale di Acerra del Centro di Promozione Agroecologico (CPA Campania), al fine di sensibilizzare tutti gli operatori del settore verso pratiche di agricoltura biologica, partendo da esempi su piccola scala già esistenti (corto circuito flegreo). Queste ultime promuoveranno una Rete del Biologico Regionale “Mangiacomeparli Campania” per la distribuzione dei prodotti certificati dalla Rete attraverso Certificazione BIO e certificazione SGP ( Sistemi di Garanzia Partecipata) per un Alleanza tra Produttori e “Consumattori”. (COM. STAMPA)










