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Omicidio Ilardi, sul posto aggredita una giornalista
Alla collega Lucia Allocca la solidarietà della redazione e della direzione de Il Gazzettino Locale.
CASALNUOVO – Un delitto che potrebbe avere radici negli ambienti malavitosi locali legati alla gestione dello spaccio di droga: è l’ipotesi più accreditata in merito all’omicidio di Giuseppe Ilardi, il 26enne ucciso giovedì davanti la scuola ‘de Curtis’ nei pressi del corso Umberto, la principale strada di Casalnuovo.
Al momento dell’agguato il giovane era al volante della Smart di un noto personaggio di Casalnuovo, ritenuto l’attuale reggente in città del clan Rea-Veneruso. Ulteriori elementi utili ai fini delle indagini potrebbero arrivare dalla visione delle immagini delle telecamere installate su alcuni tratti del corso.
Nella giornata di ieri, i carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini rispettivamente del maggiore Michele D’Agosto e del capitano Tommaso Angelone hanno ascoltato in caserma di diverse persone: il cerchio si potrebbe stringere proprio in queste ore, con la conseguenza che ci potrebbero essere evoluzioni decisive sullo sviluppo delle indagini. Oltre alla rivalità con l’altra organizzazione camorristica radicata sul territorio casalnuovese, Ilardi, tuttavia, potrebbe essere stato punito anche per una ‘alzata di testa’ nell’ambito del proprio clan: ecco che non si esclude nemmeno l’ipotesi dell’epurazione interna.
Il 26enne era persona di fiducia dell’attuale reggente cittadino del clan Veneruso-Rea. Il killer, giunto in sella ad uno scooter guidato da un complice non ha esitato a fare fuoco davanti alla scuola, poco prima dell’uscita degli alunni. Chi ha sparato probabilmente lo ha atteso conoscendo bene gli spostamenti dell’auto: tra i numerosi cantieri di Casalnuovo, il percorso nel giorno dell’agguato era obbligato. Un omicidio avvenuto in pieno centro ed in pieno giorno che ha fatto scattare immediatamente l’allarme sicurezza.
I carabinieri, già dalle ore seguenti l’episodio, hanno istituito diversi posti di blocco ed effettuato numerose perquisizioni soprattutto nelle abitazioni delle ‘palazzine’, rione 219. Un quartiere ‘rivoltato’ sottosopra alla ricerca di possibili elementi utili all’attività investigativa. Momenti di tensione, davanti al corpo esanime del 26enne, si sono registrati all’arrivo della moglie e dei parenti: si registra anche l’aggressione a una giornalista del posto
“Di ritorno dall’incontro avuto nel pomeriggio con sua Eccellenza Prefetto di Napoli. Casalnuovo, in questo momento – così come ci ha assicurato la Prefettura – gode della massima attenzione da parte di tutti gli enti istituzionali coinvolti – ha dichiarato il sindaco Massimo Pelliccia – Gli inquirenti stanno lavorando a tutto spiano per scorgere ogni singolo dettaglio utile a far luce su questo tristissimo episodio di stampo camorristico. Da Sindaco e da cittadino voglio fare un appello: lo stato di sicurezza massimo sarà garantito dalla collaborazione di tutti. Nelle prossime ore ci saranno maggiori controlli e sarà potenziata sia la presenza di forze dell’ordine sul territorio sia la loro attività d’indagine. Chi ha visto, però, deve parlare. Ogni singolo dettaglio può essere utile alle indagini”.. (redazione cronaca)










