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Treni soppressi e caro biglietto, flash mob del Laboratorio Aprile
La protesta contro i disservizi della tratta Caserta-Napoli. Annunciata una petizione per bloccare l’aumento della Tariffa Integrata Campana.
Treni soppressi e disservizi del trasporto pubblico, flash mob di protesta del Laboratorio Aprile. E’ quanto avvenuto ieri mattina sui binari della stazione Fs di Acerra, in concomitanza con l’annuncio di tre corse soppresse (due sulla linea per Napoli, l’altra per Caserta) ed una in ritardo, che hanno mandato su tutte le furie i pendolari.
I ragazzi del ‘Laboratorio’, dunque, hanno lanciato la campagna sui trasporti ‘No Tic No Parti’, rendendo noto, al contempo, l’avvio della petizione per ricorrere al Tar contro la delibera regionale che fissa l’aumento per la Tariffa Integrata Campana. Tra lavoratori e studenti inferociti, i giovani acerrani sono entrati in azione per muovere l’opinione pubblica e le istituzioni locali su un problema che riguarda tutta la popolazione che quotidianamente si deve spostare tra i due capoluoghi di provincia utilizzando il trasporto pubblico per raggiungere i rispettivi luoghi di formazione e lavoro.
Oltre alle questioni legate alla pessima condizione del trasporto pubblico campano, tra treni in ritardo, soppressi e sovraffollati, il 2015, poi, ha portato con sé anche un inasprimento delle tariffe, che va a colpire le fasce più deboli. Secondo il Laboratorio Aprile, pertanto, è illegittimo l’aumento del costo del biglietto che il Tic ha portato con sé: “In dieci anni – spiegano i militanti dell’associazione – il costo del biglietto del treno è quasi raddoppiato”.
Per tali ragioni è stata avviata la raccolta firme da inviare al Comune di Acerra per invitarlo a presentare ricorso al Tar Campania per l’annullamento della delibera regionale n. 360/2014, come già fatto in passato dai comuni di Portici e Marano. (redazione)










