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Pistola, pizzini e un giubbino insanguinato, i retroscena della latitanza di Antonio Aloia
ACERRA – Dal ‘covo’ di Gricignano la rete sulle complicità della latitanza di Antonio Aloia. È quanto emerge dai retroscena dell’arresto del 48enne di Acerra, meglio conosciuto come ‘o cines, catturato all’alba di Natale a Gricignano d’Aversa a conclusione di un blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, coordinato dalla Dda partenopea. I militari dell’Arma guidati dal Maggiore Andrea Coratza l’hanno sorpreso intorno alle 5,30 mentre dormiva. La perquisizione dell’alloggio, nella titolarità di un 45enne napoletano ma domiciliato a Gricignano, Giuseppe Di Luise, pure lui arrestato, ha portato gli investigatori a raccogliere elementi ritenuti molto interessanti. Innanzitutto sul mobile della camera da letto è stata trovata una pistola, una semiautomatica Tanfoglio calibro 9×21 con colpo in canna, risultata rubata a Brusciano ad agosto dell’anno scorso, lo stesso periodo in cui Aloia aveva fatto perdere le proprie tracce non essendo rientrato in carcere a San Gimignano dopo un permesso premio.
Nell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati ben sette smartphone, di cui cinque ritenuti nella disponibilità del latitante, oltre a scontrini e pizzini che potrebbero risultare fondamentali per ricostruire la sua rete di complici e gli eventuali spostamenti. Nello stesso ‘covo’ ubicato in un elegante palazzo di una zona residenziale del piccolo centro dell’agro aversano, poi, i carabinieri hanno scoperto anche un giubbino insanguinato ed un paio di stampelle, che non escludono che il 48enne possa essersi ferito in qualche circostanza che di certo verrà approfondita dagli organi inquirenti. Tonino ‘o cinese è accusato di evasione, ricettazione, armi e associazione a delinquere di stampo mafioso. Domani mattina prevista l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip del tribunale di Napoli Nord.
el.em.










