- Nuovi scenari per il futuro dell’Antica Città di Suessola: il convegno con la Soprintendenza
- Tentata estorsione alla scuola materna, quattro arresti
- Nuova alleanza criminale tra Acerra, Marigliano e San Vitaliano: 12 arresti
- Figurini teatrali e camerino virtuale al ‘Suor Orsola Benincasa’ per i 2500 di Napoli: taglio del nastro alla mostra
- Ad Acerra gli ‘Stati Generali’ dell’ambiente
- Ambiente e salute, le richieste del Consiglio Comunale alla Regione: rispettare l’obbligo di bonificare il territorio e ampliare screening e monitoraggio qualità dell’aria
- Spengono incendio di un’auto e mettono in sicurezza i passeggeri, encomio per tre volontari della Protezione Civile di Acerra
- Tentata estorsione alla ditta edile, condannato
- Ad Acerra si balla sulle note degli Anni 90
- Ambiente, il Comune di Acerra vince il giudizio: la Regione deve fare le bonifiche
Tentato omicidio D’Agostino, sentenza ribaltata: assolto Salvatore Andretta
ACERRA – Tentato omicidio D’Agostino, sentenza ribaltata: assolto il ras. E’ quanto ha stabilito la IV Sezione della Corte d’Appello di Napoli nei confronti di Salvatore Andretta. A conclusione del processo rimedia l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Completamente ribaltata la pronuncia di primo grado emessa a maggio dell’anno scorso, quando gli vennero inflitti 20 anni di reclusione. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche avanzate dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Domenico Paolella e Sergio Cola, nel corso della rinnovazione dell’istruttoria. Il pg si era espresso, invece, per la conferma.
Stando a questa sentenza, dunque, per Andretta è caduta sia l’accusa di essere il mandante o comunque l’istigatore del tentato omicidio di Emanuele D’Agostino, alias ‘o tonno, che le contestazioni di tre estorsioni (una consumata e due tentate). Per il tentato omicidio era già divenuta definitiva la condanna dell’esecutore materiale, Giuseppe Picardi. L’agguato avvenne a novembre del 2021: il giovane D’Agostino fu colpito da uno sparo alla testa tra via Gioberti e corso Italia ad Acerra. Un raid che in origine si pensava fosse sorto per i contrasti sopraggiunti tra la vittima, legata a Bruno Avventurato, al vertice dell’omonimo gruppo (oggi collaboratore di giustizia) ed un giovane invece vicino agli Andretta, il quale avrebbe spacciato dell’hashish in una zona non di sua pertinenza ed in virtù di questo ‘sgarro’ sarebbe stato ‘affrontato’ da ‘o tonno. Andretta, secondo la ricostruzione dell’Antimafia caduta in Appello, in risposta avrebbe chiesto agli Avventurato una ‘punizione’. Nel corso della rinnovazione dell’istruttoria nel processo di secondo grado, invece, è emerso che il raid fosse da ricondurre ad una ‘molestia’ fatta ad una ragazza, senza alcuna motivazione, dunque, legata a fatti di camorra.
gu.ca.










