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Mala acerrana, chiesta la ‘stangata’ per il ras
La Requisitoria della Dda nei confrontii di Salvatore Andretta.
ACERRA – Mala acerrana, chiesta la ‘stangata’ per il ras. E’ quanto ha invocato la Dda napoletana (pm Giuseppe Visone) nei confronti di Salvatore Andretta. L’uomo (difeso dagli avvocati Domenico Buonincontro e Domenico Paolella) è accusato di essere il mandante o comunque l’istigatore del tentato omicidio di Emanuele D’Agostino, alias ‘o tonno oltre ad essere imputato anche di tre estorsioni (una consumata e due tentate) e armi. Il pubblico ministero ha richiesto 20 anni di reclusione.
Il processo è in corso col dibattimento davanti al Collegio A del tribunale di Nola. Per il tentato omicidio la Corte d’Appello di Napoli lo scorso ottobre ha confermato la sentenza di primo grado emessa a luglio del 2022 a carico del presunto esecutore materiale: Giuseppe Picardi, infatti, è stato condannato ad 11 anni e 8 mesi. L’agguato avvenne a novembre del 2021: il giovane D’Agostino fu colpito da uno sparo alla testa tra via Gioberti e corso Italia. Un raid che sarebbe nato per i contrasti sopraggiunti tra la vittima, legata a Bruno Avventurato, al vertice dell’omonimo gruppo (oggi collaboratore di giustizia) ed un giovane invece vicino agli Andretta, il quale avrebbe spacciato dell’hashish in una zona non di sua pertinenza ed in virtù di questo ‘sgarro’ sarebbe stato ‘affrontato’ da ‘o tonno. Andretta, secondo la ricostruzione dell’Antimafia, in risposta avrebbe chiesto agli Avventurato una ‘punizione’.










