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Sequestro beni Pellini, in attesa della Cassazione gli ambientalisti si appellano a Gratteri
By Admin-2014 on 19 dicembre 2023
| Sono voci di “dentro” Caivano, di chi combatte tutti i giorni contro l’illegalità e il degrado quelle che rispondono alle sferzate del Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che da una sedia nella chiesa di San Paolo Apostolo al Parco Verde chiede esplicitamente ai cittadini di schierarsi e di dire cosa ne pensano dei riflettori che all’improvviso si sono accesi sulla loro comunità. Il primo a rompere il ghiaccio è Adriano, 22enne di Parco Verde, al secondo anno della Facoltà di Scienze del Turismo, presidente di un’associazione di volontariato nata proprio nella parrocchia. “Noi ci crediamo con forza al cambiamento che sta avvenendo a Caivano. Due anni fa ho incontrato con don Maurizio il capo dello Stato Mattarella, gli dissi che desideravo solo un po’ di normalità, e quella normalità sembra che stia finalmente arrivando, e può arrivare in tutte le periferie d’Italia. Qualcuno ha sicuramente perso la speranza e la voglia di combattere, ma non noi giovani. Anzi abbiamo presentato un progetto al commissario straordinario Ciciliano per aprire un centro diurno per minori, per accompagnare i giovani del quartiere ma anche gli adulti. Io voglio stare qua, questa è casa mia, ma certo è preoccupante che all’istituto professionale di Caivano, ritenuto un’eccellenza, è bassissima la percentuale di giovani del Parco Verde”. Un nome che suona ormai come una maledizione ed infatti qualche residente del posto chiede di cancellarlo, ma c’è anche chi – come un’ex insegnante – invita a prendere atto che sono state “aree fino a pochi mesi fa inaccessibili e piene di rifiuti. E’ assurdo che continuino le polemiche. Finalmente Caivano è al centro dell’attenzione di tutti e qualcosa sta veramente cambiando”. In chiesa ci sono anche persone che arrivano da altre zone degradate, come Afragola. Di Acerra è invece il presidente di un’associazione che si occupa di ambiente, Enzo Petrella, che ricorda che mercoledì la Cassazione si pronuncerà sulla confisca dei beni ai fratelli Pellini, già condannati per disastro ambientale. “La confisca rischia di essere annullata per un vizio di forma – dice – e così questi beni potrebbero ritornare nella disponibilità dei tre fratelli. Noi già facciamo fatica a denunciare, a stare nei tribunali, e le istituzioni che devono dare un esempio che fanno?, restituiscono i beni a questi signori. E intanto noi ci siamo esposti”. |










