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Omicidio Tortora, altri tre arresti: sono accusati di essere i fiancheggiatori del delitto
Per uno dei due napoletani arrestati il provvedimento eseguito a maggio del 2022 era già stato rigettato, mentre per la posizione dell’altro fu archiviata dopo l’annullamento del Riesame.
ACERRA – I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Andrea Coratza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia – hanno dato esecuzione questa mattina ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal gip Tribunale di Napoli a carico di Antonio Annunziata, 37enne di Napoli Vincenzo Bastelli, 35enne di Napoli e Gennaro Pacilio, 56enne di Acerra, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di omicidio volontario in concorso, aggravato dalle modalità e finalità mafiose.
In particolare gli indagati, all’esito delle attività investigative condotte dai militari con l’ausilio di attività tecniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sono stati raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine all’omicidio di Pasquale Tortora (nella foto), avvenuto il 20 maggio del 2020 ad Acerra. Le indagini hanno documentato che i tre avrebbero preso parte alle fasi organizzative dell’evento delittuoso, in particolare curando l’approvvigionamento e la preparazione delle armi e dei telefoni cellulari utilizzati durante l’agguato.
Per lo stesso reato erano già stati arrestati gli esecutori materiali dell’omicidio e, poco dopo, i mandanti, identificati nei fratelli Bruno e Giancarlo Avventurato (quest’ultimo divenuto poi pentito), esponenti di spicco della criminalità organizzata acerrana. Gli stessi avrebbero commissionato il delitto per vendicare la morte di Giuseppe, loro fratello, ucciso a dicembre del 2019, nel corso di una contrapposizione di clan per il controllo del territorio. Le attività di indagine hanno fatto emergere le condotte dell’Annunziata e del Bastelli che, su ordine di Nicolì Cosimo (anch’egli già arrestato e pure lui diventato collaboratore di giustizia), dopo la commissione dell’agguato, si sarebbero occupati del sostentamento economico dei due killer (Alessio Galdiero e Angelo Di Palma, entrambi condannati in primo grado ed imputati in Appello), sino al loro arresto, mentre Pacilio, oltre a fornire l’arma del delitto, avrebbe partecipato alle fasi del sopralluogo antecedenti all’omicidio.
Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.










