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Omicidio Maria Paola Gaglione, il fratello in aula: non ho provocato io l’incidente
Con l’esame dell’imputato si è chiuso il dibattimento. Il 31enne avrebbe provato a chiarire anche la questione dell pedata sullo scooter.
ACERRA – Omicidio Maria Paola Gaglione, il fratello in aula: non ho provocato io l’incidente. E’ con l’esame dell’imputato che si è chiuso ieri mattina il dibattimento a carico di Michele Gaglione, il 31enne di Caivano accusato di omicidio volontario nei confronti della sorella e del tentato omicidio di Cira Migliore, il fidanzato trans di Paola. C’era proprio Cira alla guida dello scooter la notte tra il 10 e l’11 settembre dell’anno scorso inseguito da Michele che voleva riportare a casa la sorella. Un concetto ribadito dallo stesso anche ieri in aula davanti alla Corte d’Assise di Napoli: il 31enne ha sottolineato di aver saputo da un amico che la sorella quella sera era nel Parco Verde e pertanto si era precipitato in strada con l’intenzione di farla tornare nell’abitazione dei genitori.
Chiarita, secondo lui, anche la vicenda della ‘pedata’ rinvenuta sul motorino guidato da Cira: si sarebbe trattato di un qualcosa precedente all’incidente, quando lui intercettò il motorino con le due ragazze in sella all’incrocio di via Rosselli, provando a fermarle proprio con il piede. L’inseguimento però proseguì lungo la strada che collega Caivano ad Acerra, con l’Sh che rovinò a terra in una curva di via de Normanni. Paola Gaglione (nella foto) morì sul colpo, Cira si ferì rompendosi il braccio. Il fratello della vittima ha ammesso anche di aver colpito con uno schiaffo la fidanzata di Paola, ma di averlo fatto “per rabbia”. Michele, inoltre, ha sostenuto di essersi opposto a quella relazione non per questioni di omofobia “ma per le sue frequentazioni”.
Nelle prossime udienze spazio alla requisitoria del pubblico ministero ed alle discussioni della difesa, rappresentata dagli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Cantelli.










