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Ambiente e comunicazione, il capo dei pm: “Più che reprimere occorre educare e formare coscienze”
Lo ha detto Il Procuratore Nunzio Fragliasso nel corso dell’incontro sul tema ambientale organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania nella Biblioteca Diocesana di Acerra.
ACERRA – “Occorre formare le coscienze ed educare le persone all’ambiente”. Lo ha sostenuto questa mattina il Procuratore Capo della Procura di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso intervenuto ad Acerra nel corso dell’incontro organizzato nella Biblioteca Diocesana dall’Unione Stampa Cattolica e dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, al quale hanno preso parte il ‘padrone di casa’, il Vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna, il presidente OdG campano Ottavio Lucarelli, la giornalista del Tgr Campania Francesca Ghidini, il presidente dell’Ucsi regionale Guido Pocobelli, don Tonino Palmese e Stefania Brancaccio, patron della Coelmo e vicepresidente dell’Unione Imprenditori Cattolici.
“La repressione da sola non basta” ha spiegato alla il magistrato, che ha sottolineato come si sia arenato il tentativo della Commissione per la Riforma dei reati ambientali da lui presieduta (con Sergio Costa ministro dell’Ambiente) di modificare la normativa specifica. “Una legge sul disastro ambientale già nata zoppa – ha detto Fragliasso – per la quale non si è voluto cassare un avverbio, ‘indebitamente’ ”. Il che significa che se qualcuno provoca un disastro ambientale ma lo fa rispettando le attuali leggi allora non commette alcun illecito.
Norme e leggi che pure per il Vescovo di Acerra stanno diventando il vero problema, nonostante siano stati fatti passi in avanti nel dialogo con le istituzioni. “A gennaio in Regione si discuterà la conferenza di servizi per autorizzare un altro impianto di trattamento rifiuti in zona Asi ad Acerra – le parole di Di Donna – il vicepresidente Bonavitacola mi ha ribadito che non si può non autorizzare chi agisce nel rispetto delle leggi. Anche i sindaci nulla possono. Ma la domanda che pongo e per la quale aspetto ancora una risposta è: perché sempre Acerra? Ho il sospetto che questo territorio sia stato ‘condannato a morte’. Ripeto, è un sospetto, spero di sbagliarmi”. Di Donna ha fornito il ‘suo’ personale vademecum su come ritiene che si debba affrontare la comunicazione sul tema ambientale. Nessuna proposta, però, per affrontare praticamente la questione. “Ciò che noi possiamo fare – l’auspicio lanciato dal Procuratore Fragliasso – è di rinunciare all’idea di comprare prodotti a prezzi molto favorevoli che provengono dal mercato della contraffazione”. Articoli di pelletteria, calzature e abbigliamento, per esempio, realizzati con manodopera irregolare da aziende ‘fuorilegge’ che non possono smaltire regolarmente i propri rifiuti che quindi vengono bruciati oppure scaricati illegalmente. Analogo discorso per i materiali di risulta dell’abusivismo edilizio. Il numero uno della Procura oplontina ha annunciato anche novità sul fronte investigativo per contrastare gli sversamenti di veleni che inquinano il fiume Sarno: ci sarà un coordinamento tra 3 Procure e maggiore sinergia tra le forze dell’ordine.










