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Mala acerrana, fuori altri due indagati
Lasciano i rispettivi istituti penitenziari e vanno ai domiciliari: sono accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
ACERRA – Operazione ‘Nemesi’, fuori altri due indagati. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli nei confronti di Michele Di Lauro, 52enne di Acerra e Antonio Martino, 50enne di Caivano (nella foto) meglio conosciuto come ‘o surice. I due lasciano gli istituti penitenziari di Avellino e Benevento e fanno ritorno a casa in regime di domiciliari. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche contenute nell’istanza prodotta dal collegio difensivo, composta dagli avvocati Fioravante De Rosa, Claudio Castaldo e Saverio Campana.
I due vennero arrestati lo scorso luglio a conclusione di un blitz dei carabinieri (coordinato dalla Dda) contro la mala acerrana. Alla coppia è contestato un tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso, in particolare il cartello criminale dell’epoca Di Buono-Lombardi. Secondo l’accusa avrebbero preteso la tangente da una società di calcestruzzi di Casalnuovo nel 2016: ai titolari quali venne intimato di non portare più il cemento ad Acerra se non avessero regolarizzato la propria posizione con i clan locali.
Per gli inquirenti gli autisti della betoniera sarebbero stati minacciati in maniera palese: “Non dovete più portare il cemento ad Acerra”, con la ditta che all’epoca era impegnata nella realizzazione della cittadella della scuola nel rione Spiniello. Nell’ambito di questo procedimento la settimana scorsa era stato scarcerato anche lo stesso ras Lombardi.










