- Sì ribalta un camion, ferito il conducente
- Truffe agli anziani. Dall’appello ad amici e parenti delle potenziali vittime all’analisi del fenomeno criminale. L’impegno quotidiano dei Carabinieri di Napoli
- Progetto Civico Italia, Nicola D’Onofrio entra nella Segreteria Regionale
- Qualità dell’aria, ad agosto e settembre ecco le ‘Domeniche Green’:
- Villa dei Fiori, il consiglio comunale di Acerra: valorizzare il ruolo strategico della struttura nel panorama sanitario regionale
- Mare Group acquisisce Ctmavio e si rafforza nei droni
- Omicidio di un camionista ad Acerra, ergastolano va ai domiciliari
- Bambini Saharawi alla Clinica Betania: l’Assessore Mariarca Viscovo costruisce una rete di solidarietà per il diritto alla salute
- Giovanni Evangelista: “Il mio impegno per Acerra prosegue giorno dopo giorno
- Litiga col vicino e aggredisce i poliziotti, arrestato
Omicidio Tortora, il retroscena: l’agguato era già fallito due volte
Il mistero dell’uomo col codino che ‘sgamò’ la coppia di sicari inseguendoli in macchina.
ACERRA – Prima di uccidere Pasquale Tortora l’agguato era già fallito due volte. E’ il retroscena emerso dai verbali di Alessio Galdiero (a destra nella foto), il 30enne di Qualiano imputato insieme ad Angelo Di Palma per il delitto dello ‘stagnaro e da qualche settimana diventato collaboratore di giustizia. Dichiarazioni preziosissime dal punto di vista investigativo e chiaramente in gran parte ‘omissate’ ma dalle quali viene fuori un dettaglio significativo: nell’ideazione ed organizzazione del delitto c’è stata la presenza della mala afragolese, che avrebbe dato il proprio supporto – in quali termini potrà svelarlo lo stesso pentito nel corso del processo – in cambio dell’ingresso ad Acerra con la ‘sua’ droga per poi espandersi anche su Pomigliano e Casalnuovo. Un patto “sugellato da una stretta di mano” rivela Galdiero.
Un primo tentativo di uccidere Pasquale Tortora (a sinistra nella foto), dunque, ci sarebbe stato il giorno prima del suo effettivo omicidio, avvenuta il 20 maggio dell’ano scorso nel cortile della sua abitazione nel pieno centro di Acerra. “Ci recammo presso una concessionaria (sulla strada che collega Acerra a Casalnuovo) in quanto era un buon punto per fare l’omicidio perchè Tortora si trovava lì. Ricevuto l’avviso ci recammo presso la concessionaria: Di Palma guidava ed io ero sdraiato sul sedile posteriore dell’auto. Una volta giunti sul posto all’esterno vi era ferma una Panda bianca con all’interno un uomo col codino che appena ha visto che noi abbiamo fermato la nostra macchina ci ha urlato dietro. Pertanto siamo subito scappati e faccio presente che questa persona col codino ci ha inseguiti fino ad Acerra dove in prossimità della clinica Villa dei Fiori siamo riusciti a seminarlo passando e sfruttando la chiusura del passaggio a livello”.
Altro tentativo poche ore dopo, intorno alle 18,30. “Tortora si trovava da quello del gas – le dichiarazioni di Galdiero – io e Di Palma scendemmo ed andammo in zona Spiniello notando la macchina di Tortora vicino ad un cancello. Gli dissi che non era cosa perchè era una zona di campagna e c’erano molte stradine da percorrere”.










