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Si pente il killer di Pasquale Tortora, trema la mala acerrana
Tre i verbali depositati finora che potrebbero far emergere ulteriori dettagli sull’omicidio avvenuto il 20 maggio 2020 a via Calzolaio.
ACERRA – Omicidio Tortora, il killer si pente e la mala acerrana trema: l’inchiesta si ‘allarga’ ed è ‘caccia’ ai mandanti ed all’auto utilizzata per il recupero. Rischiano di provocare un vero e proprio tsunami le dichiarazioni di Alessio Galdiero, (nella foto a destra) il 29enne residente a Qualiano imputato per l’omicidio di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro (nella foto a sinistra) ucciso il 20 maggio dell’anno scorso nel cortile della sua abitazione ad Acerra.
Martedì si è aperto il dibattimento davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli con la costituzione delle parti: Galdiero, collegato in videoconferenza da una località protetta, nel frattempo ha manifestato l’intenzione di collaborare con la giustizia. Tre i verbali a sua firma depositati in giudizio che potrebbero contenere non solo ulteriori elementi utili alla ricostruzione della vicenda – tipo chiarire i dettagli sull’auto del recupero dei killer – ma soprattutto informazioni riconducibili ai mandanti del delitto. Insieme al 29enne è imputato anche Angelo Di Palma, 35enne di Marano.
La vittima, uscita di prigione nel 2017, era il fratello del ras Domenico Tortora. Le indagini – supportate anche dai Ris di Roma – si sono fondate sulla visione delle decine di telecamere di videosorveglianza, sulle celle dei loro telefonini agganciate lungo il percorso di arrivo e di fuga e sulle intercettazioni. Un omicidio che gli inquirenti non hanno dubbi che sia comunque maturato negli ambienti camorristici di Acerra, dal quale i due indagati sarebbero stati ingaggiati. Dall’attività investigativa sarebbe emerso, però, che gli stessi mandanti avrebbero pensato di eliminare il killer, aspetto fondamentale che potrebbe aver portato Galdiero a voler collaborare con la giustizia.










