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Omicidio durante il permesso premio dal carcere, cadono le accuse per un 61enne
ACERRA (gu.ca.) – Omicidio durante il permesso premio, cadono le accuse per Giovanni Lombardi. È quanto ha stabilito il tribunale del Riesame di Napoli che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa venti giorni fa dal gip nei confronti del 61enne di Acerra, al quale veniva contestato l’omicidio volontario premeditato e aggravato dalle finalità mafiose commesso in concorso con dei complici al momento non identificati. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche contenute nell’istanza presentata dal legale di fiducia dell’indagato, l’avvocato Sabato Graziano. L’uomo viene formalmente scarcerato ma resta detenuto per un lungo definitivo pena.
Stando alle contestazioni della Procura, cadute in sede di Riesame, il 61enne, approfittando di un permesso che lo teneva temporaneamente fuori dal carcere, avrebbe ucciso Pasquale Di Buono, che di fatto aveva assunto posizioni apertamente contrarie rispetto a quelle impartite dal capoclan. Un fatto avvenuto il 10 agosto del 1989 ad Acerra. L’indagine della polizia si era basata sulle intercettazioni telefoniche, una in particolare captata lo scorso novembre dal fratello dell’indagato, oltre alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia (Bruno Avventurato, Vincenzo Di Nuzzo, Gennaro Pacilio e Antonio Di Buono, figlio della vittima) e alla ricostruzione del percorso da Acerra a Campobasso, istituto penitenziario dove all’epoca Lombardi era detenuto. Tutti elementi, però, ritenuti dai giudici del tribunale del Riesame non sufficienti a confermare il provvedimento cautelare.










