ACERRA – Polveri sottili, presentato ad Acerra lo studio dell’Arpac sulla speciazioni delle particelle. Il sindaco Tito d’Errico: “Uno strumento fondamentale per individuare le possibili fonti di inquinamento atmosferico e la conseguente adozione di misure specifiche”.
E’ quanto emerso questa mattina nel corso dell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale di Acerra dove l’Arpac, su richiesta della stessa amministrazione, ha diffuso i dati dello studio sulle particelle PM10 per le quali le centraline ubicate sul territorio di Acerra registrano sforamenti. Nell’aula consiliare presenti gli studenti delle scuole superiori della città e i comitati ambientalisti regionali. Per l’Arpac hanno partecipato il Direttore Generale Luigi Stefano Sorvino, con le relazioni tecniche affidate al Direttore Tecnico Claudio Marro, al Funzionario del Monitoraggio dell’Aria Paolo D’Auria e al Dirigente Monitoraggio Qualità dell’Aria Piero Cau. Presenti all’evento, inoltre, il Direttore Igiene Ambientale del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord Michelangelo Luongo e il Direttore del Distretto 46 ‘Acerra’ dell’Asl Napoli 2 Nord Orazio Capasso.
Si tratta di un primo esempio di speciazione delle polveri sottili effettuato tra aprile e settembre 2025 raccogliendo 300 campioni di PM10 e PM2.5 con 60 specie chimiche analizzate su PM10 e 42 su PM25 tra ioni inorganici, metalli, IPA, Carbonio e levoglucosano attraverso due campionatori sistemati nel centro cittadino, nei pressi della Scuola Secondaria di Primo Grado ‘Caporale’. Un’attività che intende stimare le diverse sorgenti emissive (traffico, biomassa, industrie, aerosol secondario) sul particolato atmosferico: una metodologia ben precisa utilizzata per identificare le fonti di inquinamento atmosferico e il peso di ciascuna sorgente nel contribuire ai livelli di inquinamento rilevati in un determinato contesto.
I dati ad evidenza scientifica hanno rivelato che:
il 28,3% delle particelle è dovuto al fattore aerosol organico associato alla combustione, oltre ad attività legate anche all’agricoltura;
il 23 % a fattori di aerosol marino di tipo 1 e polvere minerale (polveri di origine salina);
il 15,5 % al fattore polvere crostale e risospensione (la sabbia legata a incursioni di polveri sahariane nell’aria);
il 14,5 al fattore polveri secondarie, non direttamente presenti, ma che si trasformano in atmsofera. Combinazione tipica di aree in cui le masse d’aria marine interagiscono con le emissioni urbane;
il 13,5 % a traccianti di aerosol marino 2;
il 5,3 % a particolato secondario e risospensione urbana, con la presenza di metalli che è indice di risollevamento di polveri sottili di genesi urbana-traffico.
“Ringrazio l’Arpac per questo studio, unico nel suo genere – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – una documentazione pubblica che ci pone in grado di poter lavorare in maniera dettagliata per assumere le decisioni più idonee alla risoluzione del problema. Come amministrazione abbiamo il dovere di favorire questo processo di conoscenza che ci consente di affrontare con responsabilità istituzionale le sfide ambientali che riguardano il nostro territorio”. “L’incontro oggi è il risultato di un’attività partita da tempo – ha spiegato il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Lettieri – che testimonia l’impegno e l’attenzione che abbiamo rispetto ad un problema, le polveri sottili, che sono di area vasta e che ci vede già pronti ad intervenire con le misure più opportune”. “Quando si parla di ambiente, di qualità dell’aria, di salute dei territori, non possiamo permetterci zone d’ombra – le parole dell’assessore all’Ambiente Milena Tanzillo – il valore di questo incontro sta proprio qui: nella scelta di affidare la comunicazione ai tecnici, agli esperti, a chi quotidianamente studia i fenomeni e produce dati verificati. La trasparenza è un metodo di governo: significa mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere, capire e valutare ciò che accade sul proprio territorio. E significa farlo con serietà”.
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