Nuovi scenari per il futuro dell’Antica Città di Suessola: il convegno con la Soprintendenza

ACERRA – Prosegue il filo diretto tra il Comune di Acerra e la Soprintentenza, il Ministero della Cultura e il Diarc, Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II. Ne è dimostrazione il dibattito che si è tenuto al Castello dei Conti. ‘Studi per il futuro del parco urbano antica città di Suessola, del Mulino di Calabricito e del Real Sito della Lanciolla’: Questo il focus della presentazione delle attività didattiche e scientifiche delle aree interessate, per far rivivere i loghi del passato e valorizzare nuovi patrimoni culturali. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Acerra Tito D’Errico; il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Lettieri; Il Soprintendente ABAP Area Metropolitana di Napoli Paola Ricciardi, la coordinatrice uscente del corso di laurea magistrale in Architettura (ciclo unico),dipartimento di Architettura (Diarc) dell’Università di Napoli Federico II Maria Cerreta. Introduzione invece affidata invece a Bruna Di Palma (Diarc, Università Federico II); Serena Borea (Sabap Area metropolitana di Napoli), Giovanni Soria dirigente comunale di Acerra. Per la presentazione degli studi e relative tesi Marianna Varchetta (Un’architettura delle connessioni tra Casina Spinelli e l’antica città di Suessola); Fiona Errichelli e Maria Caterina Odelanti (Trame e innesti per i patrimoni dell’acqua. I casi del Mulino di Calabricito e del Real Sito della Lanciolla); Elvira De Felice e Viviano Cassese (Prospettive interpretative e progettuali per i patrimoni rurali di Acerra). Conclusioni affidate a Francesca Cipollino (Diarc, Uniersità Federico II; Luigi Veronese (Diarc, Unifersità Federico II); Mariarosaria Villani(Diciv, Università di Salerno). In particolare il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e il Comune di Acerra hanno unificato gli sforzi per approfondire il quadro delle conoscenze e delle possibili strategie di valorizzazione dei patrimoni della città.
Un primo importante risultato è stato raggiunto con la discussione di tre Tesi di Laurea in Progettazione architettonica e restauro che si sono concentrate sul paesaggio a nord di Acerra in corrispondenza del Parco Urbano ‘Antica Città di Suessola’ ad Acerra. 
Con la Soprintendenza c’è sempre stato un rapporto prolifico – il pensiero del sindaco Tito D’Errico, nel dare il benvenuto e ringraziare i presenti – ci piace la collaborazione, nel corso degli anni abbiamo fatto tante cose insieme”. “Il nostro dirigente, insieme ai suoi collaboratori, ha dimostrato una sensibilità encomiabile – ha sottolineato il primo cittadino di Acerra – se siamo qui a parlare della rivalutazione e valorizzazione di queste aree e del nostro territorio, è anche grazie all’attività di questi dirigenti. Per tutto quello che si sta facendo ringrazio tutti gli attori di questo bellissimo team. Come dico sempre, Viva Acerra”. “Mi associo al pensiero del sindaco e aggiungo i ringraziamenti agli studenti che hanno studiato l’area di Calabricito – il pensiero del Presidente del Consiglio Comunale Lettieri – studiare quell’area e ciò che può sviluppare significa tanto per noi acerrani. Il vostro studio rende giustizia al lavoro fatto in questi anni”. “Da un lato si è lavorato per bonificare l’area – ha aggiunto Lettieri – dall’altro, con la collaborazione della Soprintendenza e di tutti le istituzioni preposte, siamo riusciti a fare un lavoro che pone al centro dell’azione amministrativa non solo le bonifiche, ma soprattutto la riqualificazione. Sono infatti in corso dei lavori e l’interesse di centrare la tesi di laurea su queste zone è motivo di orgoglio, che da soddisfazione anche al lavoro che abbiamo fatto. Abbiamo impiantato un seme che ha dato i propri frutti. Tesi che possono essere di aiuto anche per valutazioni future”. I contatti continui con Soprintendenza e Federico II rappresentano interscambi culturali importanti che ci permettono di avere una visione allargata e di operare al meglio. Al momento siamo circa sui 10 milioni di investimenti. Quello che viene studiato cerchiamo di portarlo avanti nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Portare a compimento un lavoro ne vale la pena, vedere il risultato da grande soddisfazione, soprattutto per la popolazione che riesce a vedere le opere terminate”, ha tenuto a precisare invece l’ingegnere Soria. Un’occasione per ribadire la collaborazione ed una totale disponibilità ad intraprendere un discorso di condivisione – il pensiero invece di Paola Ricciardi – di tutela, strategie e valorizzazione per il territorio. Siamo disponibili. Il territorio di Acerra è uno dei pochi a non essere coperto da piano paesaggistico ma resta un territorio ricchissimo dal punto di vista archeologico ed artistico, quindi di primo piano. Il rapporto per chi si dedica al progetto come ricerca è fondamentale per ribadire un l’importanza di un approccio di qualità sul territorio”. “Non impedire la trasformazione – ha aggiunto Ricciardi – ma intervenire sul territorio è un processo naturale, quotidiano. E noi vogliamo farlo bene e crediamo molto nella qualità del progetto”. “Qui per ribadire anche un modo diverso di lavorare”, il pensiero invece di Maria Cerreta. I nostri studenti imparano progressivamente nel tempo e soprattutto a contatto con i territori una diversa cultura del progetto, basato su un percorso attento sulle specificità del territorio e quello di Acerra è abbastanza rilevante perché ricco”, ha proseguito. Nell’ambito di questo accordo abbiamo deciso di approfondire tre binari tematici: interpretare le potenzialità di sviluppo di questo territorio lungo l’infrastruttura d’acqua dei regi lagni, l’altro riguarda l’antica di Suessola, ultimo tema la città invisibile cosiddetta di Atella. Abbiamo provato ad individuare alcuni poli significativi nell’ambito di una intelaiatura che potesse essere capace di rilanciare la puntualità di questi nodi in una dimensione di area vasta che coinvolgesse anche la morfologia di un paesaggio sostanzialmente rurale”, ha sottolineato Di Palma. “La sfida è quella di accendere un faro su questi territori, un’azione di tutela attiva. Capire gli elementi, gli attrattori culturali che possono essere significativi e tutelati. E questi territori meritano questo tipo di azioni – ha sottolineato Borea – la definizione vincolistica e il riconoscimento così come la definizione diventa tematica complessa da affrontare. Ad esempio i Regi Lagni sono vincolati come corso d’acqua; molti però non esistono più, sono ora dei sentieri. Noi prendendo i catasti storici riuscimmo a definire quel percorso vincolato catastalmente e richiedemmo se non era riconosciuto vincolo una procedura di svincolo eventuale”. “Momento di confronto importante”, ha specificato Coppolino. “Presentazioni fatte oggi ricche sia dal punto di vista degli studi elaborati che per le idee delle sperimentazioni progettuali. Emergono due questioni fondamentali. La questione del progetto ha un duplice ruolo: da un lato strumento conoscitivo dei luoghi e diverse realtà e soprattutto strumento di ascolto. Abbiamo visto infatti diverse necessità dalla condizione reale del territorio. – ha aggiunto – allo stesso tempo emerge strumento di trasformazione, di riattivazione e di cura dei territori. Parlare di patrimoni al plurale da un accezione a un iter importante da punto di vista archeologico, o patrimoni come l’acqua che hanno a che fare quindi con l’ambiente, fino ad arrivare ai patrimoni rurali. Acerra ha tantissime potenzialità”. “Se siamo qui a parlare di esperienze sul territorio è il segno che i lavori hanno una ricaduta sul territorio e non restano solo esperienze didattiche”, ha sottolineato Veronese. “E’ bello lavorare in termini pratici, da cosa ha bisogno un oggetto per essere recuperato e quali sono le diverse componenti, quali sono le diverse professionalità che si possono intrecciare per arrivare ad uno sviluppo e reale recupero di questi oggetti. Acerra deve pensare al suo futuro guardando alle tracce del passato – ha aggiunto – pensare al passato non significa soltanto cristallizzare i monumenti, ma come possono intrecciare sviluppo sostenibile, culturale, turistico”. “La cultura è collaborazione, il progetto è collaborazione e le diverse competenze confluiscono tutte in una conoscenza, necessaria a fare del progetto una visione concreta e attuabile”, il pensiero di Villani. A volte la burocrazia e l’utopia del progetto non riescano a camminare di pari passo perché si vede il vincolo come qualcosa di bloccante – ha concluso – qualcosa che tende a fermare la trasformazione. Non è assolutamente così. Il limite è forse nella puntualità del guardare il singolo oggetto. Ci siamo sempre chiesti: è proprio necessario vincolare tutto? Un problema che non permette di fare ‘rete’ e non consente una immediata ricaduta in termini di restauro e possibilità di intervento. La ricerca e la discussione messa in campo in questa circostanza deve far emergere il sistema, deve far emergere tutto quello che si può fare per il territorio”. Emerso durante l’incontro che, grazie al Pnnr, saranno stanziati 950mila euro per lavori di interventi per il Duomo di Acerra.

Guido Caiazzo

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