- Incendia rifiuti, scoperto dalle telecamere del Comune e arrestato
- Maturità 2026, pensieri (e paure) di Teo e gli altri
- Fermato alla guida col cellulare in mano e picchia carabiniere, arrestato
- Tentata rapina, accoltellato alla festa patronale
- “La Comunità dei Gigli”, incontro in biblioteca comunale a Casavatore
- Progetto Civico Italia, Nicola D’Onofrio all’assemblea nazionale
- Mobilità urbana, via libera alle navette per la nuova stazione di Acerra
- Premio alla Musicalità ‘Maria Russo Spena’, cala il sipario su un’edizione da record della Settimana della Musica’
- Si dimette l’assessore Francesca La Montagna
- L’Associazione Culturando porta Pulcinella al Volante nel cuore della Capitale
Omicidio Tortora, chiesta la condanna del gruppo Avventurato-Nicolì
Pena più alta invocata per il ras Bruno. Imputato anche suo fratello, il collaboratore di giustizia Giancarlo.
ACERRA – Omicidio Tortora, chieste quattro condanne. E’ quanto ha invocato la Dda partenopea (pm Giuseppe Visone) nei confronti di altrettante persone imputate per il delitto di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro. Per il ras di Acerra Bruno Avventurato richiesti 30 anni, per Ferdinando Rago, 43enne di Melito detto ‘o falegname 28 anni, mentre per Giancarlo Avventurato (fratello di Bruno) e Cosimo ‘Mino’ Nicolì, entrambi collaboratori di giustizia, sono stati chiesti 16 anni a testa. Il processo è in corso davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono a maggio del 2020, quando all’interno del cortile della sua abitazione di via Calzolaio ad Acerra fu ucciso Pasquale Tortora. Sono quattro i processi in corso per questo agguato. Dallo stralcio di quello che vede alla sbarra i fratelli Avventurato è scaturito il giudizio a carico di Andrea Aloia, di 23 anni. Il mese scorso, invece, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato i 30 anni di reclusione per Angelo Di Palma, 37enne di Marano mentre ha ridotto a 12 anni la pena per Alessio Galdiero, 32enne di Qualiano, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia, ritenuti gli esecutori materiali del delitto. Un altro filone, invece, vede altri tre presunti fiancheggiatori indagati. Si tratta di Gennaro Pacilio, 56enne di Acerra, la cui posizione è al momento al vaglio, Antonio Annunziata, 37enne di Miano e Vincenzo Bastelli, 35enne di sangiovanniello.
Secondo l’Antimafia i fratelli Avventurato e ‘Mino’ Nicoli sarebbero i mandanti, gli ideatori e gli organizzatori dell’agguato portato a termine poi da Galdiero e Di Palma. Il melitese, invece, su incarico dello stesso Mino avrebbe reclutato i killer e si sarebbe occupato del loro sostentamento, oltre a recarsi nella base logistica del corso della Resistenza ad Acerra ed effettuare i sopralluoghi propedeutici all’esecuzione del delitto. L’omicidio di Pasquale ‘o stagnaro sarebbe nato in maniera particolare, stando al racconto del pentito qualianese, come una ‘offerta’ di Mino agli Avventurato di vendicare la morte del fratello Giuseppe, ammazzato ad Acerra a dicembre 2019.










