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Omicidio Tortora, si divide un filone del processo
Stralciata la posizione di uno degli imputati la cui difesa non ha prestato il consenso ad acquisire gli atti di indagine: è l’unico che non ha confessato.
ACERRA – Omicidio Tortora, un filone del processo si divide. E’ quanto emerso nell’udienza di ieri davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli nel corso del dibattimento per il delitto di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro. Stralciata la posizione di Andrea Aloia, per il quale è stata rigettata la questione di legittimità costituzionale: la difesa del 23enne, rappresentata dagli avvocati Antonio Zobel e Raffaele Chiummariello, non ha prestato il consenso ad acquisire gli atti di indagine.
La sua posizione, dunque, è stata stralciata in un processo differente rispetto a quello degli altri quattro coimputati: ‘abbreviato anomalo’, dunque, per il ras Bruno Avventurato, suo fratello Giancarlo (oggi collaboratore di giustizia), Cosimo ‘Mino’ Nicolì, pure lui pentito, e Ferdinando Rago.
Con lo stralcio della posizione di Aloia diventano quattro i procedimenti in corso per l’omicidio di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro, ucciso ad Acerra a maggio del 2020. Ai due giudizi scaturiti dal’udienza di ieri e a quello pendente in Appello dei due presunti esecutori materiali (Alessio Galdiero, divenuto collaboratore e Angelo Di Palma) si aggiunge il filone che vede altre tre persone indagate come fiancheggiatori del delitto e colpiti da un’ordinanza cautelare lunedì mattina. Si tratta di Gennaro Pacilio, 56enne di Acerra, Antonio Annunziata, 37enne di Miano e Vincenzo Bastelli, 35enne di sangiovanniello, per i quali oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia.










