Cronaca e Attualità

Mala acerrana, in 29 verso il processo

Fissata l’udienza preliminare per gli indagati colpiti dall’operazione ‘Nemesi’ dello scorso luglio.

ACERRA – ‘Operazione Nemesi’, in 29 verso il processo. E’quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, tentata estorsione, omicidio, armi e lesioni, tutti reati contestati con l’aggravante mafiosa.

Udienza preliminare fissata a fine mese per Antonio Martino, detto ‘o surice, di Caivano, il ras Vincenzo Di Buono ‘o marcianisiell, suo figlio Pasquale Di Buono, Sabatino Cannavacciuolo, Gaetano Soriano (classe 1977, detto ‘o brasiles), Massimo Nuzzo (alias masaniello), Ferdinando Sena – nanduccio sastiano – Francesco Borzacchiello, Vincenzo Damiano, Cuono Lombardi, meglio conosciuto come Cuniell ‘o nzalatore, Michele Di Lauro, Vincenzo Borrelli ‘cicorito’, Umberto Foresta, Massimo Basile, Gaetano Soriano (classe 1980), Rosario Esposito Soriano, Emilio Piscopo, Enrico Carlo Del Giacco, alias ‘o drago, Ciro Mele, la moglie Anna Pappagallo e loro figlio Vincenzo Mele, Giancarlo Avventurato (fratello del boss Peppe, ucciso a dicembre del 2019), Armando Iorio, Giuseppe Avventurato, Giovanni Basile, i fratelli Anna e Giovanni Tarantino, oltre ai collaboratori di giustizia Gaetano Castaldo (reo confesso e già giudicato per l’omicidio Caruso) e Impero De Falco.

I fatti oggetto di questo procedimento risalgono tra il 2015 e il 2016, con la Dda che avrebbe ricostruito alcune dinamiche criminali di Acerra tra agguati, droga e pizzo, mentre sarebbe stato aggiunto un tassello sul presunto mandante e sul partecipe all’omicidio di Adalberto Caruso, alias Ignazio ‘a mbechera. Nel periodo storico oggetto dell’indagine, sono due i gruppi malavitosi emersi nell’inchiesta: quella dei Di Buono, meglio conosciuto come i ‘marcianisielli e la fazione dei Lombardi, prima alleati, poi rivali ed infine di nuovo ‘vicini’. Tra i Di Buono, il ras Vincenzo era stato colpito dal provvedimento per il delitto Caruso insieme a Sabatino Cannavacciuolo, ma per quest’ultimo c’era stato l’annullamento in Cassazione. In sede di Riesame, invece, erano cadute le accuse per gli indagati per quel che concerne le vicende di droga.

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