L’associazione ‘Madre Terra’ punta forte sul professore Giovanni La Montagna. Ieri sera la presentazione in una buona cornice di pubblico.
ACERRA – “Promuovere un rinnovato senso di appartenenza alla città”. E’ l’obiettivo che si pone il dirigente scolastico Giovanni La Montagna e pubblicamente sottolineato nella suggestiva cornice del ‘Chiostro’ nel corso della serata di presentazione dell’associazione ‘Madre Terra’. Un sodalizio che punta ad essere un riferimento nell’area ‘snob-cattocomunista-radicalchic’, un’alternativa all’amministrazione Lettieri ed al centrodestra.
Hanno aderito all’iniziativa il Pd, il Movimento Cinque Stelle, i Liberaldemocratici (che raccolgono anche diversi ‘scontenti’ dell’attuale maggioranza ‘usciti’ dopo le ultime elezioni regionali), Acerra Futura, Sinistra e Libertà e diverse associazioni. Un’idea primordiale di coalizione politica, il che non significa, tuttavia, che possano stare tutti assieme alle prossime Comunali in programma a metà – forse – 2022. Di certo il professore La Montagna, stimato ed autorevole esponente del mondo della scuola, già componente in passato della squadra di governo targata Marletta-Piatto-Lettieri, ha dato – in sostanza – la sua disponibilità ad una investitura ufficiale come leader e sintesi di diverse forze sociali e politiche “perché lavoreremo per il territorio e dedicheremo il nostro tempo al territorio con un Osservatorio Civico. La nostra associazione intende promuovere iniziative di ascolto: se nel corso di questa attività ci verrà chiesto di più noi saremo presenti”.
A fare gola, tuttavia, sono i fondi del Pnnr, che ‘Madre Terra’ e i suoi aspiranti sodali puntano ad intercettare. “E’ un treno che non possiamo perdere” la voce dei relatori al tavolo dell’associazione, che si danno forza con l’ultima predica del Vescovo Di Donna, al quale il dirigente scolastico strizza l’occhio in cerca di quell’investitura che non sarebbe ancora arrivata ‘ufficialmente’. “Rialzati Acerra” gli fa eco il professore citando i principi di solidarietà e sussidiarietà in nome di quella ‘voglia di confronto’ che buona parte dei ‘radical chic’ in odore di ‘massoneria fai da te’ non ha mai chiesto, forse perchè chiusi nei salotti e nelle iniziative dei vari distretti dislocati su tutta la provincia di Napoli. Vero motivo per cui hanno perso il contatto reale con la città ed i suoi problemi, salvo ricordarsene soltanto ogni cinque anni.
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