La rete di contatti del ras all’epoca dei fatti cointestati, datati fine 2014 e inizio 2015.
ACERRA – L’indagine dei carabinieri che ha portato al blitz di inizio settimana, ha fatto emergere i particolari sul favoreggiamento della latitanza al ras di Acerra Salvatore Calabria, alias tore ‘o paulotto (nella foto, non indagato in questa inchiesta), vecchio militante del clan De Sena. Fu arrestato sei anni fa a Roma dopo tre mesi da ‘primula rossa’ per un definitivo pena per l’omicidio di Giovanni Sodano, avvenuto ad Acerra nel 1996.
Stando all’accusa Pasquale Ruocco, durante la sua latitanza gli avrebbe fatto da autista, consentendogli di usare il suo telefono per continuare ad avere rapporti con gli altri affiliati: tra le conversazioni intercettate quelle con chi avrebbe dovuto dargli dei soldi, assicurargli una nuova macchina o più semplicemente un saluto ai vecchi amici. Il 30enne napoletano però, ad un certo punto sarebbe stato ritenuto inaffidabile e ‘cambiato’ con Antonio Colucci. Francesco Petrella, invece, avrebbe avuto il ruolo di intermediario con coloro che erano destinati a sovvenzionare la latitanza.
La 39enne di Qualiano (per lei misura rigettata) è accusata di avergli fornito un appartamento ed una scheda telefonica.
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