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Accusato di aver fatto prostituire la compagna per darle ospitalità, 48enne assolto
La sentenza del tribunale di Nola. I fatti risalgono al 2015.
ACERRA – Assolto per sfruttamento della prostituzione e condannato solo per le lesioni. E’ quanto ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Nola Raffaella de Majo nei confronti di Giuseppe L., 48enne di Acerra. Al termine di un lungo ed articolato processo rimedia 6 mesi per lesioni, ma con l’esclusione delle aggravanti dei futili motivi e dall’aver commesso il fatto con un’arma. Il magistrato gli ha concesso le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti e la sospensione della pena. L’uomo viene assolto dall’ipotesi di reato più pesante di sfruttamento della prostituzione e dal tentativo di estorsione. Accolta in pieno la linea difensiva del legale di fiducia dell’imputato, l’avvocato Ciro Bianco, che è riuscito a far emergere la totale estraneità del suo assistito in merito alle gravi contestazioni.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono al 2015, quando l’uomo fu bloccato dai carabinieri perché avrebbe picchiato a calci e pugni l’allora compagna, che lui stava ospitando a casa sua in regime di domiciliari. I militari del’Arma passarono per caso per un controllo nei pressi di quell’abitazione e sentirono le urla della donna, intervenendo per soccorrerla ed arrestando il 48enne in flagranza.
Stando alla ricostruzione delle forze dell’ordine, proprio per la sua disponibilità ad accoglierla in casa sua poiché sottoposta ai domiciliari, l’uomo l’avrebbe costretta a prostituirsi con diversi uomini pretendendo un compenso di 50 euro oppure dosi di cocaina. Questo quanto emerso dalle annotazioni delle stesse forze dell’ordine, che secondo il pm, però avrebbero equivocato sul reale rapporto della ‘strana coppia’, ritenendo insussistenti sia la violenza sessuale che l’induzione alla prostituzione.










