Holding acerrana della droga , la vicenda si sgonfia: 6 condanne e 6 assoluzioni

By on 4 febbraio 2021

Solo in 4 ritenuti responsabili in primo grado di associazione finalizzata allo spaccio, ma riqualificata come fatto di lieve entità.

ACERRA – Accusati di aver messo in piedi una ‘holding’ della droga, 6 condanne e 6 assoluzioni. E’ quanto stabilito martedì pomeriggio il gup del tribunale di Napoli Chiara Bardi nei confronti di 12 persone di accusate di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e singole cessioni di stupefacenti. La vicenda viene piuttosto ridimensionata sia rispetto all’originario impianto accusatorio che in merito alle richieste di pena della Dda. Vincenzo Borrelli rimedia 3 anni (richiesta 8 anni, difeso dall’avvocato Domenico Paolella), Stefano De Falco 5 anni (ma invocati ben 20 anni poiché ritenuto capo e promotore, difeso dall’avvocato Giovanni Carlo Esposito), Gennaro Granata 3 anni e 4 mesi (chiesti 16 anni) e Gaetano Soriano 2 anni e 10 mesi di reclusione (richiesti 8 anni, difeso dall’avvocato Elisabetta Montano): per questi quattro l’imputazione associativa viene riqualificata come fatto di lieve entità, così come le contestate cessioni. Massimo Nuzzo, invece, prende 2 anni per un solo episodio di spaccio ma viene assolto dall’associazione: accolta la linea difensiva del suo legale di fiducia, l’avvocato Rosa Montesarchio. Anche Antonio Scolaro è condannato a 2 anni per spaccio e scagionato dall’associazione.

Assoluzione piena per non aver commesso il fatto a carico di Antonio Di Buono ‘o marcianisiell (difeso dagli avvocati Rosa Montesarchio e Gaetano Inserra), Giovanni Di Leo (assistito dall’avvocato Rosa Montesarchio), Ivan Del Giudice (difeso dall’avvocato Luigi Montano), Angelo Morgillo (difeso dall’avvocato Pino Forni), Raffale Pantaleo e Giovanni Russo (entrambi assistiti dagli avvocati Ciro e Giovanni Bianco). Per loro la Procura si era espressa per 7 anni di reclusione testa. Accolta in pieno la tesi della difesa che di fatto ne ha fatto emergere l’estraneità ai fatti contestati.

Questi imputati hanno scelto il processo con l’abbreviato, altri 11 invece stanno affrontando il dibattimento. Secondo l’accusa avrebbero messo in piedi una struttura organizzativa radicata ad Acerra con suddivisione in due sottogruppi ed interscambio di ruoli allo scopo di commettere una serie di reati di spaccio di droga. Un primo gruppo sarebbe stato dedito allo smercio di crack e cocaina; un secondo, invece, ‘specializzato’ in hashish e marijuana. I fatti contestati risalgono al 2014.

Centro Servizi Acerra