- Acerra, inaugurato il Comitato di Quartiere ‘Fare Gescal’ in via Deledda
- L’8 Marzo ad Acerra tra musica, creatività e impegno sociale
- Giornata dei Giusti, Acerra celebra un’insegnante di vita e umanità
- Erano il terrore dei benzinai del napoletano, presa la banda
- Vicenda Pellini, il sindaco Tito d’Errico: prioritario destinare risorse ad Acerra
- La Malattia di Sjogren raccontata con l’arte creativa dei ragazzi del Munari
- Pellini, per il tribunale “sproporzione tra reddito dichiarato e investimenti effettuati”
- Confisca da 200 milioni di euro ai fratelli Pellini: la difesa annuncia ricorso in Appello
- ‘Fare Gescal’, ecco quando e dove aprirà la sede del Comitato Cittadino
- Organizzazione ed efficienza, il Commissariato di Polizia di Afragola in prima linea per la sicurezza
Rapine a prostitute nell’agro acerrano, coppia condannata
Tre i fatti contestati risalenti tra novembre del 2018 e gennaio di quest’anno ai danni di alcune lucciole dell’Europa dell’est.
ACERRA – Rapine a prostitute, coppia condannata. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Sebastiano Napolitano nei confronti di Sabatino Cannavacciuolo, di 45 anni e Ciro Zito, 52enne, entrambi di Acerra. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato il primo (accusato di un solo episodio e che si è sempre dichiarato innocente) rimedia 4 anni e 4 mesi, l’altro 5 anni – a fronte di una richiesta di 5 anni e 4 mesi – che ha invece ammesso le sue responsabilità in merito ai tre raid a lui contestati. Sono difesi rispettivamente dagli avvocati Ciro Bianco ed Ottavio Maione.
Erano stati arrestati lo scorso giugno a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare per rapina aggravata: tre i fatti contestati risalenti tra novembre del 2018 e gennaio di quest’anno, ai danni di alcune prostitute dell’Europa dell’est ‘in servizio’ nella zona Calabricito di Acerra, un’area industriale piuttosto isolata ai confini con Maddaloni. Le indagini, coordinate dalla Procura nolana, sono state portate avanti dagli agenti dell’Investigativa del commissariato di polizia di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Galante.
Un’accurata attività fondata su foto segnalazioni e sulla targa di un’auto che si presume sia stata utilizzata per raggiungere la zona in cui sostavano le ‘lucciole’. Le donne venivano aggredite mentre erano appartate coi clienti e costrette a consegnare i soldi. La polizia stava già monitorando la zona e teneva sotto controllo alcuni numeri di targa segnalati.










