Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ci informa che altre due navi, Lifeline e Seefuchs, appartenenti alle ONG Mission Lifeline e Sea-Eye, sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti.
Grazie al prezioso lavoro svolto dalla giornalista Francesca Totolo, possiamo riportare qualche notizia su queste due organizzazioni non governative.
L’organizzazione ha iniziato la sua missione nell’autunno scorso senza aver sottoscritto il Codice Minniti.
In queste ore la ONG ha insultato il ministro dell’Interno italiano, dandogli del fascista, in un post su twitter che poi è stato rimosso.
La nave ha spento il transponder appena arrivata davanti alle coste della Libia.
Nel settembre scorso si era resa protagonista di uno scontro con la Guardia Costiera libica per essere entrata illegalmente nella zona di ricerca e salvataggio che si estende per oltre 100 chilometri dalle spiagge di Tripoli. La nave della Marina libica ha dovuto esplodere perfino dei colpi di avvertimento, in quanto la nave stava tentando di scappare con un’ufficiale libico ancora a bordo.
Sea-Eye è l’ennesima ONG tedesca operante nelle operazioni di ricerca e salvataggio davanti alle coste della Libia con due pescherecci riadattati, Sea-Eye e Seefuchs.
Famosa, non abbastanza purtroppo, per «organizzare discutibili crociere a bordo delle sue navi a cui partecipano annoiati benestanti, spesso âgée, della buona borghesia tedesca».
Alea, la fotografa tedesca (fotografa non certo di reportage, quanto piuttosto di “matrimoni, nascite e compleanni”) che lo scorso marzo era a bordo del peschereccio di Sea-Eye, nel suo blog racconta che, al porto di Licata, lei e gli altri croceristi sono stati accolti dall’agente di viaggio Peter, che ha organizzato la crociera. Non sono mancati nemmeno fiori per tutti e flute di vino siciliano. Cocktail di benvenuto a bordo come sulle migliori navi da crociera.
«La fotografa tedesca continua nella narrazione della crociera davanti alle coste libiche, tra gli ospiti sofferenti di mal di mare, la scarsità di acqua potabile, le difficoltà di avere pasti eccellenti su un vecchio peschereccio e la delusione per la conclusione del viaggio prima della data prevista a causa del maltempo: “Quindi non è stato possibile per l’equipaggio della M1 (la nave di Sea-Eye) effettuare un vero salvataggio in mare nel Mediterraneo, motivo per il quale noi tutti ci siamo imbarcati”. Sea-Eye avrà rimborsato i croceristi per il mancato recupero di migranti? O il salvataggio è un extra?»
Il resto potete leggerlo direttamente nell’articolo Ricchi tedeschi in crociera a salvare migranti.
Antonio Schiavone
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