Cronaca e Attualità

Pellini scarcerati, la Procura Generale ‘bacchetta’ il Vescovo di Acerra

In una nota diffusa dal Procuratore Generale e dall’avvocato generale della Repubblica la spiegazione tecnica ai motivi che hanno portato al provvedimento nei confronti dei tre imprenditori condannati per disastro ambientale.

ACERRA – Scarcerazione Pellini, la Procura Generale ‘bacchetta’ il Vescovo. E’ quanto emerge dal contenuto di una nota diffusa dalla stessa Procura Generale di Napoli a firma del procuratore generale di Napoli Luigi Riello e dell’avvocato generale della Repubblica Antonio Gialanella che sottolineano che la Procura “non ha esercitato in maniera insensibile un suo supposto potere discrezionale (replicando anche a qualche errato articolo di stampa, ndr) ma si è limitata a dare doverosa attuazione a una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la numero 41 depositata il 2 marzo 2018”.

Il M5S aveva parlato di “ennesima umiliazione che si infligge ad Acerra ma anche a tutti quei cittadini che si attendono dallo Stato una giustizia vera”, oltre a volere “che gli autori di questi reati paghino fino all’ultimo giorno la pena che gli è stata inflitta senza un giorno di sconto”. Chi ambisce a diventare forza di Governo nazionale dovrebbe aver almeno il buon senso di rispettare le istituzioni e chi le rappresenta, lavorando, invece, nelle sedi opportune alle Riforme necessarie al paese. Il Vescovo Di Donna,  nell’omelia di Pasqua, si era espresso in termini alquanto duri: “La notizia della scarcerazione degli imprenditori incoraggia ancora di più purtroppo la rassegnazione e lo sgomento.  Desta come minimo un forte sconcerto, indignazione e rammarico, la sospensione della carcerazione di alcuni industriali di Acerra riconosciuti colpevoli del grave disastro ambientale di cui ancora oggi non è possibile calcolare completamente gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini. Sono stati scarcerati nei giorni scorsi.  Una decisione della Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli che ridimensiona fortemente quella sentenza grave, chiara, che la Corte di Cassazione”. Leggi e sentenze vanno sempre rispettate e desta sconcerto – questo sì – che un Vescovo approfitti del suo ruolo per ingaggiare una personale battaglia contro la magistratura.

Pronta, infatti era giunta la replica della Procura Generale che spiegava di aver dato attuazione alla sentenza della Consulta che “afferma il principio per il quale chi deve scontare una pena, anche residua, fino a 4 anni di carcere, ha diritto alla sospensione dell’ordine di esecuzione della stessa pena allo scopo di chiedere e ottenere la misura alternativa al carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali, nella versione ‘allargata’ introdotta dal legislatore nel 2013. Il pubblico ministero che abbia emesso un ordine di carcerazione deve sospenderlo, quando la pena da scontare non ecceda il limite dei 4 anni, in modo che sia dato al condannato il tempo di chiedere al Tribunale di sorveglianza l’affidamento in prova allargato e attendere una decisione al riguardo prima dell’ingresso in carcere. E’ al Tribunale di Sorveglianza che spetta la decisione circa l’ingresso in carcere del condannato o la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo scopo del legislatore è di deflazionare le carceri, visto che esso si persegue non solo liberando chi le occupa ma anche evitando che vi faccia ingresso chi è libero. Nel caso dei tre fratelli condannati la concessione dell’indulto ai sensi della legge numero 241 del 2006, per effetto di una decisione della Corte di Appello di Napoli del 26 gennaio 2018, aveva ridotto la pena degli stessi da 7 a 4 anni, dei quali 6 mesi già scontati in sede cautelare. Ne è seguito l’obbligo, per questa Procura generale, di sospendere l’esecuzione della pena, fermo il diritto dei tre condannati, comunque, di domandare e ottenere tale sospensione in attesa della decisione sulla richiesta di misura alternativa al carcere”. Riello e Gialanella ricordano che la Procura Generale di Napoli è “profondamente impegnata nella tutela del territorio e contro i reati ambientali, tanto da aver costituito, già lo scorso anno, un cosiddetto ‘Servizio indagini ambientali’ che riunisce presso di sé tutte le forze dell’ordine specializzate a tanto per porle a disposizione delle Procure del Distretto che di tale coordinamento abbiano necessità per sviluppare le rispettive indagini ambientali”.

Admin-2014

Condividi
Pubblicato da
Admin-2014
Tags: primo piano

Ultimi articoli

Epatite A, sindaco di Acerra vieta consumo frutti mare crudi nei locali pubblici: “E non mangiateli nemmeno a casa”

Divieto di consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici, e l'invito ai cittadini…

7 ore fa

Schianto fatale, 54enne muore alla guida del furgone

Schianto fatale, 54enne senza scampo. Una tragedia dell’asfalto ha sconvolto un’intera comunità ed un intero…

1 giorno fa

Educazione stradale, ‘Sii saggio guida sicuro’ fa tappa ad Acerra

ACERRA – Informare i ragazzi sui rischi che derivano da comportamenti sbagliati sulla strada e…

2 giorni fa

Il ‘Castello nel cilindro’ e Acerra diventa magica !!!

Giovedì 19 Marzo al Castello va di scena il primo Festival della Magia. (altro…)

3 giorni fa

Sequestrati 80mila litri di gasolio di contrabbando, 4 denunce

Oltre 80mila litri di gasolio per autotrazione ("Designer Fuel"), commercializzati illecitamente evadendo le imposte, sono…

3 giorni fa

Giornata della dell’Unità Nazionale, l’amministrazione inaugura la ‘Parete della Costituzione’ alla scuola Caporale

ACERRA – “La Costituzione, l’inno di Mameli ed il Tricolore sono i simboli più cari…

4 giorni fa