Grande successo per la settimana della moda donna di Milano, che ha rafforzato ancora una volta il ruolo della città lombarda sulla scena internazionale, confermandosi in ulteriore crescita rispetto a un anno fa e sottolineando sempre più come la moda non sia soltanto un “affare” per le imprese del settore.
LE STIME SULL’EVENTO A fornire le stime sulla kermesse è stata la puntuale analisi della Camera di Commercio di Milano, Monza e Lodi, incentrata in modo particolare sul settore dell’ospitalità, che ha tratto enormi benefici dall’evento che ha messo il capoluogo meneghino sotto i riflettori dei media di tutto il mondo. A livello assoluto, si calcola che l’impatto economico della Settimana della Moda abbia toccato quest’anno i 160 milioni di euro, includendo tutti i settori dell’indotto, dai trasporti ai musei passando per negozi e ristoranti, con 137 mila addetti e 18 mila imprese coinvolte.
UN FENOMENO SOCIAL Oltre ai numeri “nudi e crudi”, la Milano Fashion Week ha confermato anche come la moda viaggi sempre più velocemente sul Web, sia per le fasi d’acquisto che per il tam tam mediatico e informativo: in questo secondo aspetto, la MFW è stato un evento decisamente “social”, come evidenziato da una rilevazione di Blogmeter per Camera Moda, che ha stimato come da nel periodo compreso tra martedì 21 e domenica 25 febbraio siano state generate 46,2 milioni di interazioni sui social network, Instagram su tutti, mettendo a segno un incremento del 15,3 per cento su Milano Moda Donna di febbraio 2017.
IL RUOLO DI INTERNET Sempre in ottica “social media”, il totale dei messaggi legati alla fashion week invernale è salito del 46,6 per cento rispetto all’anno scorso, arrivando a quota 623.900 mila, mentre gli utenti coinvolti hanno raggiunto i 306 mila (+70 per cento su febbraio 2017). E tecnologiche sono anche le abitudini di acquisto degli italiani, che ormai si rivolgono in maniera sempre più frequente ai brand di abbigliamento che vendono online, cercando di approfittare anche delle occasioni di risparmio offerte dalle piattaforme di codici sconto che sono attive sul Web.
IL PESO DELL’INDOTTO Il presidente dell’Associazione albergatori Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Maurizio Naro, ha commentato in modo positivo l’edizione 2018 della manifestazione, plaudendo in particolare alla nuova gestione degli spazi e degli eventi, che ha coinvolto in modo più capillare la città. “Questo format coinvolge maggiormente la città e dimostra come operatori e semplici turisti apprezzino gli eventi che utilizzano scenari inconsueti. L’importante è riuscire a coinvolgere zone cittadine meno centrali al fine di portare vivacità e ritorni economici anche in periferia. Fondamentale rimane sempre una programmazione attenta e ragionata e la promozione fatta con i tempi giusti e con le modalità adatte ai tempi che viviamo”, ha detto Naro.
UNA MANIFESTAZIONE DA 160 MILIONI DI EURO In termini quantitativi, i ricavi delle sole strutture alberghiere al termine della settimana della moda femminile sono arrivati a 19 milioni di euro, ovvero due milioni in più rispetto ai 17 milioni di un anno fa; molto alto anche il tasso di occupazione medio delle camere d’albergo, soprattutto di fascia alta, tenendosi molto al di sopra dell’80 per cento delle disponibilità, con i primi due giorni della MFW (quelli, per capirci, in cui il calendario proponeva le sfilate di Gucci, Fendi e Prada) che hanno fatto da traino (90 per cento di occupazione camere e 39 per cento dei ricavi totali).
BENE L’OSPITALITA’ A MILANO Un supporto è arrivato, come detto, anche dalla nuova organizzazione dell’evento, che ha letteralmente aperto l’intera città alla moda, con sfilate che hanno preso vita in diversi quartieri della città, dai palazzi storici del centro alle aree intorno alla Fondazione Prada o al Gucci Hub. Altrettanto distribuita anche la scelta degli alloggi da parte degli addetti ai lavori: se la preferenza assoluta è rimasta appannaggio delle zone intorno a Fieramilanocity, buoni riscontri si sono avuti anche da City Life, zona Centrale e corso Buenos Aires, oltre che al centro, dove si concentra la maggior parte degli hotel di lusso.
fonte foto mywhere.it
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