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Nessun accordo con l’azienda, scioperano i netturbini
In strada l’altro giorno sono rimasti i sacchetti contenenti la plastica. Alla base della protesta motivi economici.
ACERRA – Scioperano i netturbini, i sacchetti restano in strada. Non è bastata una riunione fiume durata oltre cinque ore a far desistere gli addetti al servizio di igiene urbana della Tekra nell’incrociare le braccia. Ieri mattina i marciapiedi erano invasi dalla plastica, che il calendario della differenziata viene depositata il giovedì sera. Un’astensione annunciata già da qualche settimana e che non ha visto uscire la classica fumata bianca nel corso del vertice tenutosi in Comune tra i delegati sindacali, l’amministratore della ditta ed i rappresentanti del Comune di Acerra.
Tra i problemi rimasti irrisolti centrali quelli natura economica, quali la rateizzazione della tredicesima e quattordicesima mensilità e le ulteriori risorse per il lavoro disagiato, oltre alle questioni del cantiere ed ai mezzi. Lo sciopero – il terzo in pochi mesi – è arrivato in concomitanza con l’avvio dell’ultimo step del sistema di raccolta differenziata nel centro cittadino, dove all’esterno dei condomini sono comparsi dei nuovi bidoni. Questa volta, però, l’astensione è stata quanto meno annunciata; a dicembre scorso, invece, ce ne era stata una selvaggia, con l’azienda che denunciò l’episodio alla commissione di garanzia ed alle autorità competenti, annunciando sanzioni disciplinari per quei dipendenti che si resero protagonisti di un gesto che lasciò Acerra in condizioni di igiene pessime con alcune tonnellate di spazzatura non rimosse.
Da tempo si auspica un’intesa tra le parti che però sembra proprio non voler essere siglata: a pagarne le spese sono soprattutto i cittadini, costretti a convivere col degrado e la sporcizia quando i rifiuti non vengono rimossi.







