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Raid in farmacia, colpo di scena al processo: “Sono stato io”
Un ragazzo di Acerra si accusa della rapina scagionando i due concittadini imputati con l’abbreviato.
ACERRA – “La rapina l’ho commessa io: ecco come sono andati i fatti”. Colpo di scena al processo in corso per un raid alla farmacia De Carlo risalente all’anno scorso in cui sono imputati Fabio Pacilio e Vincenzo Barbato, entrambi di Acerra. A parlare ieri mattina in aula davanti è stato Vincenzo Sposito, pure lui acerrano, chiamato a testimoniare direttamente dal gip Daniela Critelli.
“Ho commesso io quella rapina insieme a due stranieri” le parole del teste che di fatto ha scagionato gli imputati, per i quali il pubblico ministero Cristina Curatoli aveva chiesto rispettivamente 5 anni e 4 anni di reclusione. Sposito ha descritto perfettamente le varie fasi del colpo, che di fatti apre un nuovo scenario rispetto a quanto emerso finora durante il procedimento che si sta svolgendo con rito abbreviato. I fatti riguardano il raid messa a segno il 16 marzo 2017 quando due ragazzi rapinarono la farmacia De Carlo di via Deledda, rione Gescal, con l’aiuto di una donna – a processo col dibattimento – la quale entrata in farmacia fingendosi una cliente, uscendo aveva lasciato la porta aperta ai complici. I due maschi del gruppo, infatti, di cui uno armato di pistola minacciarono il farmacista portandosi via l’incasso della giornata, circa mille euro in contanti. Poi la fuga in sella a uno scooter.
Fondamentali per l’identificazione della coppia le telecamere della farmacia e di quelle installate per le strade della città.










