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Tentata estorsione, arrestati padre e due figli
Uno era già in carcere. In un caso il reato sarebbe pure stato consumato: i tre si sarebbero fatti consegnare una macchina da una concessionaria.
ACERRA – Estorsione e tentata estorsione, arrestati padre e due figli. E’ quanto risulta dopo l’operazione messa a segno ieri pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone e dagli agenti del commissariato di polizia di Acerra, coordinati dal vicequestore Antonio Cristiano. In carcere finiscono Giovanni Tufano, di 64 anni, insieme ai figli Mauro, 33enne e Gennaro, ventenne: a quest’ultimo il provvedimento è stato notificato in cella a Poggioreale dove già si trovava per rapina. Le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Nola Daniela Critelli per tre episodi avvenuti ad Acerra tra luglio e fine settembre. Il primo vedrebbe come protagonista il più giovane del terzetto, che avrebbe preteso una esigua – ma molto esigua – somma di denaro da un uomo del posto, esponente di una storica famiglia di imprenditori locali. Quei soldi – a detta sua – gli servivano per comprare un medicinale al padre: il suo interlocutore avrebbe rifiutato spiegando di avere in tasca, in quel momento, solo la metà. Al suo rifiuto, poi, sarebbe ritornato sparando contro l’abitazione.
Tutti e tre, invece, risulterebbero coinvolti in un secondo fatto, risalente a metà settembre: nel mirino delle richieste di denaro ci sarebbe una rivendita di auto usate del posto. In questa circostanza la richiesta estorsiva avrebbe avuto come oggetto le macchine. Padre e figli si sarebbero presentati direttamente nella concessionaria armati di una pistola a tamburo e dopo un primo caso in cui si sarebbero appropriati di un’utilitaria giapponese, successivamente ne avrebbero chiesto il cambio con un altro veicolo, cosa non portata a termine perchè l’imprenditore ha avvertito le forze dell’ordine.
L’ultimo caso, infine, sarebbe datato fine settembre: vittima di turno del tentativo di estorsione da parte dei due fratelli il titolare di un’attività della zona della Tappia: sarebbe stato minacciato per ottenere una piccola cifra di denaro, circa cento euro. Somma mai effettivamente versata per il rifiuto del commerciante.










