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‘Io non voglio dimenticare’, la ricerca della verità sull’esempio di Giancarlo Siani
Al Teatro Italia una straordinaria lezione di educazione civica con lo spettacolo scritto da Corrado Taranto e diretto da Claudio Iodice.
ACERRA – Una straordinaria lezione di educazione civica e di legalità. E’ quanto hanno venerdì mattina gli alunni di alcune scuole della provincia di Napoli che hanno assistito al Teatro Italia di Acerra a ‘Io non voglio dimenticare’, lo spettacolo scritto da Corrado Taranto, nipote del grande Nino Taranto, per ricordare Giancarlo Siani, il giovane cronista napoletano ucciso dalla camorra e divenuto simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Da inizio novembre ad oggi sono oltre 10mila gli e studenti di ogni ordine e grado che si sono emozionati con lo spettacolo diretto da Claudio Iodice e che hanno avuto modo di vedere la mostra su Siani allestita nelle sale adiacenti la galleria del Teatro Italia. Lo spettacolo inedito è interpretato dallo stesso Corrado Taranto insieme a Claudio Iodice, Vincenzo Scafuto, Dario De Gregorio, Tommaso Tuccillo e Andreina Raucci.
Una rappresentazione teatrale davvero suggestiva che si inserisce nelle ‘Giornate della Legalità’ promosse ed organizzate dalle associazioni ‘Circolo degli Universitari’ ed ‘UnicaMenteArte’ – coordinate da Salvatore Iavarone – che saranno celebrate al Teatro Italia durante tutto il mese di novembre e che coinvolgeranno numerosi istituti scolastici della provincia di Napoli. Ieri è stato il turno dei ragazzi del ‘De Sica’ di Volla, del ‘Pertini’ e del ‘Rocco’ di Afragola, del ‘Morano’ di Caivano e del ‘Moscati’ di Casoria. Studenti che hanno già dimostrato da avere una coscienza della legalità e che con le proprie domande hanno messo non poco in difficoltà gli ospiti che hanno animato il dibattito, come il consigliere regionale Nicola Marrazzo, presidente tra l’altro della Commissione Regionale Atttvità Produttive, Toni Mira, tra le firme più autorevoli dell’Avvenire e Achille Talarico, giornalista di Cronache di Napoli e Cronache di Caserta.
“Compito delle istituzioni – ha sottolineato Marrazzo – è quello di aumentare la demarcazione di quella sottile linea che divide il legale dal malaffare. Giornate come queste hanno il merito di provocare riflessioni ed emozioni: occorre continuare su questo percorso”. Non sono mancate le ’stoccate’ degli attori in risposta ai quesiti dei ragazzi su Giancarlo Siano e su quei giornalisti che oggi scrivono di camorra: “La differenza tra Siani e Roberto Saviano è che uno ci ha rimesso la vita, l’altro si è arricchito” ha tuonato Corrado Taranto, che ha mosso pure le sue forti critiche alla serie ‘Gomorra’: “Ai ragazzi non ne farei vedere nemmeno un minuto. Napoli non è quella che questa serie tv racconta. Napoli è altro”. ‘Io non voglio dimenticare’, invece, è il racconto di una storia vera, quella della scomparsa di una giovane voce che voleva solo raccontare la verità. Ancora oggi, dopo 30 anni passati senza eccessivo clamore, si fa spazio una subdola volontà: quella di dimenticare. Come se fosse uno dei tanti spiacevoli incidenti di percorso, quasi a voler rendere tutto ‘normale’. “Per questo – il pensiero di Salvatore Iavarone – la storia di Giancarlo Siani merita di essere ricordata, raccontata, testimoniata per trasmettere quei valori della legalità che devono essere un faro soprattutto per i più giovani”.










