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‘Orchi di Acerra’, no alla revisione del processo per 11 condannati
Il ‘no” della Corte d’Appello, ma gli avvocati annunciano ricorso per Cassazione. Altri due già a processo a Perugia dopo l’ok alla revisione.
ACERRA – ‘Orchi di Acerra’, no alla revisione del processo. E’ quanto ha stabilito la IV Sezione della Corte d’Appello di Roma rigettando il ricorso presentato dagli avvocati Elisabetta Montano e Domenico Paolella, difensori di undici persone già condannate in via definitiva per pedofilia. Entro sessanta giorni si conosceranno le motivazioni del diniego. I legali hanno già annunciato di voler ricorrere per Cassazione. I giudici della Capitale hanno deciso di non revisionare in un unico procedimento – Roma e Perugia – i fatti relativi agli ‘orchi di Acerra’, destinatari di un definitivo pene fino a venti anni per pedofilia.
Due, invece, le persone imputate nel capoluogo umbro, dopo che in questo caso la Suprema Corte aveva accolto l’istanza della difesa dopo analogo rigetto in Appello. Revisione resasi necessaria dopo che le vittime avevano ritrattato gli abusi subiti parlandone attraverso i social con alcuni coetanei. Le presunte violenze sarebbero avvenute negli anni Novanta, scoperte poi solo nel 2000 con un’operazione della polizia e della Procura di Nola. In manette finirono i genitori, i nonni e gli zii dei bambini (tre sorelline ed un fratellino) oltre a tre donne e amici di famiglia, clienti abituali.
Furono gli stessi bambini, con le dichiarazioni rese agli psicologi dopo essere stati allontanati da casa per le condizioni igieniche dell’abitazione dei genitori, a far scoprire quegli orrori ed il luogo in cui sarebbero state commesse le violenze. Le persone ritenute colpevoli in via definitiva però si sono sempre proclamate innocenti ed il nuovo filone giudiziario non fa altro che gettare nuove gigantesche ombre sulla vicenda. Il processo di Perugia è in pieno svolgimento: la prossima udienza prevista a fine ottobre con i testi della difesa.










