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Il Comune di Acerra dice no al ripetitore telefonico
Il diniego del segretario generale e dirigente Suap all’installazione di un’antenna in via Turri. La società in orbita Telecom presenta ricorso.
ACERRA – Ripetitore telefonico, il Comune dice no. E’ quanto risulta dal provvedimento a firma del segretario generale e dirigente allo Sportello Unico Attività Produttive Maria Piscopo. Il funzionario si è avvalso anche del parere del dirigente ai Lavori Pubblici Concetta Martone che si è espresso in merito alla questione. Ecco, dunque, che la Infrastrutture Wireless Italiane spa ha ricevuto il diniego di autorizzazione alla realizzazione di un impianto di telecomunicazioni. La società del gruppo Telecome aveva individuato la posizione dell’antenna in via Turri. Il colosso della telefonia, però, non si è arreso ed è ricorso al Tar, con il Comune che si è costituito in giudizio nominando due legali.
Negli anni ad Acerra non sono mancate le proteste dei cittadini per prevenire questa tipologia di installazione. Proprio i residenti nella zona del Comune qualche tempo fa manifestarono la propria preoccupazione ed il proprio malcontento provocati dall’installazione sul Municipio di viale della Democrazia di due antenne radiobase per la telefonia cellulare, più comunemente definite ripetitori.
Il regolamento comunale, infatti, sancisce quali principi fondamentali ai fini dell’installazione degli impianti e/o sistemi fissi di telecomunicazioni e radiotelevisivi, il principio di precauzione e quello di cautela e di minimizzazione dell’esposizione e prevede che vi sia, prima di ogni installazione, un’attività conoscitiva, informativa e di concertazione con i cittadini. Tutte le informazioni acquisite saranno messe a disposizione dell’Arpac per lo svolgimento delle attività di verifica e di controllo. Una vicenda, dunque, destinata ad avere inevitabilmente uno strascico giudiziario. I cittadini sono preoccupati dalle onde elettromagnetiche emesse dal ripetitore: per casi del genere non c’è una distanza di sicurezza predefinita, in quanto ogni stazione è caratterizzata dal cosiddetto ‘volume di rispetto’ che consiste nello spazio intorno dell’antenna all’interno del quale risultano superati i limiti di riferimento. Questo volume dipende dalla potenza dell’impianto e dalle caratteristiche costruttive dell’antenna, per cui varia da caso a caso.










