I carabinieri hanno sentito in caserma un uomo di Acerra: rilasciato perchè non sono emersi gravi indizi a suo carico.
ACERRA – Violentato nella sede del Pd, sequestrata la ‘Casa del Popolo’. E’ quanto risulta dalla denuncia di un ragazzino di Acerra che accompagnato dai genitori ha spiegato di aver subito uno stupro nei locali del Partito Democratico a piazza Castello. Sul fatto indagano i carabinieri del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna che insieme ai colleghi della stazione di Acerra hanno subito messo in moto la macchina investigativa che stando alle prime indiscrezioni metterebbe in forte dubbio la versione del minore.
I militari dell’Arma, infatti, hanno ascoltato per alcune ore un 37enne acerrano, il quale ha negato i fatti a lui contestati. La scrupolosa attività dei carabinieri avrebbe portato anche ad effettuare analisi cliniche sul minorenne che escluderebbero le violenze sessuali. Sentito per due volte, tuttavia, la presunta vittima avrebbe confermato il suo racconto seppur con qualche discordanza. La notizia di reato è stata trasmessa alla Procura di Nola. Il ragazzo, un 14enne di Acerra ma che risulta residente in un comune costiero, ha raccontato che lo stupro sarebbe avvenuto sabato pomeriggio intorno alle due. E’ questo che risulta dalla denuncia del minore, accompagnato dal padre e dalla madre in caserma, il quale avrebbe spiegato di aver subìto atti sessuali contro la sua volontà all’interno della sede del Partito Democratico di Acerra. Questa la sua versione, che però lascia aperti molti dubbi. Difatti sono intervenuti i militari dell’Arma di Castello di Cisterna e i colleghi di stanza in via Volturno, che avrebbero sentito un uomo rilasciato qualche ora dopo: non sarebbero emersi elementi investigativi rilevanti a suo carico.
Sul posto è stata trovata una scala, che si presume possa essere stata utilizzata dall’eventuale aggressore per accedere al partito, visto che nessuno dei protagonisti della vicenda – veri o presunti – è in possesso delle chiavi dei locali della ‘Casa del Popolo’ di piazza Castello. Bocche cucite sia tra le forze dell’ordine che nel Partito Democratico, col segretario Paola Montesarchio, avvocato civilista, che precisa l’estraneità del Pd all’episodio. Un caso torbido, dunque, che il lavoro preciso dei carabinieri potrebbe però risolvere già oggi, quando non è da escludere che verranno resi pubblici tutti i contorni di una storia che ha ancora molti aspetti da chiarire. Sequestrata la sede del Pd, analizzati accuratamente sedie, divani e tavoli: i locali di piazza Castello sono stati ispezionati dai carabinieri che dovrebbero farvi ritorno anche oggi, per acquisire ulteriori elementi utili a chiudere le indagini.
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