- Polveri sottili, nell’aula consiliare presentato lo studio dell’Arpac sulle particelle
- Truffa agli anziani, acerrano ‘beccato’ in Toscana
- Acerra, inaugurato il Comitato di Quartiere ‘Fare Gescal’ in via Deledda
- L’8 Marzo ad Acerra tra musica, creatività e impegno sociale
- Giornata dei Giusti, Acerra celebra un’insegnante di vita e umanità
- Erano il terrore dei benzinai del napoletano, presa la banda
- Vicenda Pellini, il sindaco Tito d’Errico: prioritario destinare risorse ad Acerra
- La Malattia di Sjogren raccontata con l’arte creativa dei ragazzi del Munari
- Pellini, per il tribunale “sproporzione tra reddito dichiarato e investimenti effettuati”
- Confisca da 200 milioni di euro ai fratelli Pellini: la difesa annuncia ricorso in Appello
‘Lividi al cuore’, è già un successo il nuovo disco di Aryarca
Nel suo brano la talentuosa artista acerrana denuncia la disparità tra uomo e donna.
ACERRA – La parità tra i sessi attraverso il pensiero, ma soprattutto la voce di un’artista emergente. E’ quanto racconta Aryarca, al secolo Mariarca Panico, talentuosa cantante acerrana, nel suo ultimo singolo ‘Lividi al cuore’. Un brano che nasce dall’esigenza di denunciare, attraverso la musica e la sua voce, il problema purtroppo ancora assai diffuso della disparità tra uomo e donna.
“Come spesso accade la donna viene messa in secondo piano rispetto all’uomo – spiega la giovanissima cantante – che vuole avere, in un certo senso, il controllo e la supremazia della propria donna”. Aryarca è una cantautrice di soli 14 anni reduce da numerosi premi e riconoscimenti musicali nell’ambito nazionale, con all’attivo già svariati videoclip. Il suo ultimo lavoro è stato registrato e post prodotto presso L’Arte dei Rumori di Marano da Giovanni Roma ed è stato prodotto da Gianmarco ’Shada San’ Cioffi. Il testo, invece, è a cura di Francesco De Mizio.
Aryarca l’anno scorso si era aggiudicata l’edizione 2016 del Microfono D’oro, Festival Internazionale di Voci Nuove. A stregare la giuria, un’equipe formata da dodici giudici provenienti da tutt’Europa, era stata l’interpretazione dell’inedito ‘Che vuol dire un brivido’.










