Cronaca e Attualità

Truffa dello ‘specchietto’, coppia condannata

I due sono di Casalnuovo. Quattro gli episodi contestati, di cui solo uno che li ha visti entrambi protagonisti.

CASALNUOVO – Truffa dello specchietto, coppia condannata. E’ quanto ha disposto l’altro giorno il collegio A del tribunale di Nola nei confronti di Massimo De Luca, di 23 anni e Alessandro D’Ambrosio, 29enne, entrambi di Casalnuovo. Il primo, che rispondeva di truffa, estorsione e tentata estorsione, rimedia 3 anni e 20 giorni (rispetto ad una richiesta di 2 anni e 8 mesi), l’altro, invece, accusato solo di tentata estorsione, prende 1 anno. In questo caso la richiesta era stata di 1 anno e 8 mesi: accolta, dunque, la tesi del suo legale difensore, l’avvocato Ciro Bianco. I giudici (presidente Gentile, a latere de Majo e Capasso) hanno riconosciuto l’attenuante del danno di lieve entità.

Quattro gli episodi contestati, tutti avvenuti a Casalnuovo, di cui solo uno che li ha visti protagonisti assieme: si tratta del tentativo di simulare la rottura dello specchietto della propria auto in sosta urtata dalla vettura della vittima di turno. Ad una richiesta di 150 euro, costui aveva manifestato la volontà di chiudere la vicenda tramite assicurazione, proposta, però, che aveva provocato le ire della coppia, in particolare del più giovane, che minacciava l’automobilista ‘vantando’ di “essere il figlio del boss di Casalnuovo”. In un altro episodio, invece, il 23enne, utilizzando sempre la stessa tecnica dello specchietto, contattava la vittima sui social facendosi accompagnare prima dai carabinieri facendogli credere di essere sottoposto all’obbligo di firma per accreditarsi come persona di una certa caratura criminale e subito dopo si faceva consegnare 30 euro ‘come prestito’. Ad un secondo incontro ne prendeva altri 50; al successivo, attraverso un suo conoscente, ancora 50 fino a chiederne altrettanti 50 minacciandolo al citofono di notte, con la vittima che però avvertiva le forze dell’ordine.

Ammonta a 150 euro, invece, la somma consegnata da un altro automobilista truffato dal ragazzo, mentre in un’altra circostanza il raggiro non era stato portato a termine sia per il rifiuto del conducente che per il sopraggiungere di una pattuglia dell’Arma.

(fonte foto pugliapress.org)

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