Pizzeria incendiata, svolta nelle indagini: denunciato un minorenne

I carabinieri non escludono che l’attentato avrebbe origine da un litigio tra il 16enne ed alcuni parenti del titolare dell’attività.ACERRA – Pizzeria incendiata, svolta nelle indagini: denunciato un ragazzino. E’ quanto risulta dal lavoro incessante svolto dai carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano, coordinati dai colleghi della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del capitano Tommaso Angelone.

Un sedicenne accusato di incendio doloso: nei suoi confronti effettuata l’elezione di domicilio, col minore identificato e sentito in caserma già nella giornata di domenica. Sarebbe rimasto coinvolto nel raid avvenuto nella notte tra sabato e domenica in cui è andata in fiamme la pizzeria ‘Gaetano Paolella’. Il gesto, di cui è stata accertata la natura non accidentale, sarebbe scaturito da un litigio avvenuto qualche giorno prima con un familiare del titolare dell’attività commerciale. Lite avvenuta fuori Acerra.

Il sopralluogo avvenuto sul posto dopo l’intervento dei vigili del fuoco non aveva portato al ritrovamento di alcun innesco, ma nemmeno a riscontri su un possibile corto circuito interno. Si sarebbe trattato di un atto riconducibile ad una ritorsione, dunque, e non un episodio di matrice camorristica: il legame con il racket delle estorsioni, pertanto, era stato escluso fin dalle prime ore seguenti il raid che ha provocato la distruzione del locale del corso della Resistenza  – angolo con via Galilei – che effettua servizio da asporto. Qualche metro più in là, infatti, lo stesso Gaetano Paolella ha di recente aperto un nuovo ristorante già entrato nelle guide gourmet degli esperti del settore.

Le indagini, tuttavia, proseguono per verificare quante persone abbiano partecipato all’attentato dell’altra notte. Una notte che ha visto verificarsi un altro episodio intimidatorio contro una bigiotteria del centro storico: qui l’esplosione di una bomba-carta ha provocato l’incendio della porta esterna senza per fortuna intaccare l’interno del negozio. Per tale circostanza è stata fin da subito evidente la natura dolosa, anche se in questo caso il commerciante ha spiegato di non aver ricevuto minacce né richieste estorsive. Pertanto i carabinieri, pur non escludendo alcuna pista, tendono ad escludere il racket, ipotizzando, al contempo, la stessa futile matrice dell’attentato avvenuto nel medesimo esercizio a inizio anno.

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