Si chiude il processo Risiko, la Cassazione conferma le condanne

Una sola sentenza annullata e rinviata in Appello. Molte pene sono già state scontate,  responsabili ora attendono gli ordini di esecuzione per il definitivo.ACERRA – Risiko, la Cassazione conferma otto condanne su nove. Solo una la sentenza annullata e rinviata in Appello: è quella che riguarda l’imputato Antonio Piscopo. Cala il sipario, praticamente, sull’ultimo maxiblitz contro la mala acerrana che a settembre del 2010 portò ad eseguire 43 misure cautelare tra i cui destinatari vi erano anche boss e gregari dei clan Crimaldi, De Falco e Di Fiore.

Pene confermate per Vincenzo Capone (nella foto), alias o toro (6 anni), Vincenzo e Antonio Di Buono, padre e figlio (detti ‘marcianisiell) che avevano preso 8 anni il primo e 6 anni e 8 mesi l’altro, Antonio Tedesco, alias o’ pintonio (6 anni e 8 mesi), i fratelli Francesco e Nicola Carolla, il boss Mario Di Fiore , detto Mario o’cafon (condannato all’ergastolo per altri fatti) e Alberto Messina: sono coloro avevano scelto di essere processati con il rito abbreviato.

Buona parte delle pene sono già state scontate e resta un residuo per cui nei prossimi giorni arriveranno gli ordini di esecuzione con il definitivo. In primo grado ed in Appello erano arrivate anche tredici assoluzioni, confermate dal primo grado e non oggetto di ricorso della pubblica accusa. Fanno parte del collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Giovanni Bianco, Domenico Buonincontro, Ludovico ed Elisabetta Montano e Giuseppe Ricciulli.

Il processo può dirsi chiuso in quanto la Suprema Corte aveva già confermato anche le condanne di secondo grado per gli imputati che avevano scelto il dibattimento. Sono stati riconosciuti responsabili a vario titolo di associazione, estorsione aggravata, contraffazione e detenzione abusiva di armi e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Per questo procedimento il Comune di Acerra si è costituito parte civile per il danno all’immagine dell’ente.

L’operazione ‘Risiko’ risale al 2010: i fatti di quell’ordinanza rappresentarono l’atto conclusivo di un’attività investigativa snodatasi nell’arco di oltre un quinquennio e che aveva avuto già come esiti l’adozione di numerosi provvedimenti restrittivi. Panorama di riferimento le dinamiche ‘camorristiche’ dell’area di Acerra, l’arco temporale quello a cavallo tra il 2006 ed il 2008, all’indomani della morte di Ciro De Falco (‘o ciomm), che rappresentò una sorta di spartiacque, uno snodo cruciale che diede origine ad una catena di reazioni determinando una rimodulazione delle forze malavitose in campo.

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