Un albero per ogni bambino nato, la richiesta dei Cinquestelle

Il M5S di Acerra chiede di ottemperare alla normativa dal ‘pollice verde’: consigli anche su quale tipologia di arbusti piantare per ridurre le emissioni. 

Rispettare la legge che vuole un albero per ogni bambino nato. E’ quanto scrive il Movimento Cinque Stelle di Acerra che in un’istanza protocollata all’ente chiede al sindaco ed all’ufficio competente di ottemperare alla normativa che obbliga i comuni a piantare un albero per ogni bambino che nasce o che viene registrato all’anagrafe.

“Bisogna tenere conto – spiega il leader ‘grillino’ Alessandro Cannavacciuolo – che tale legge consente anche di combattere in parte l’inquinamento visto che alcuni tipi di arbusto permettono di eliminare particolato dall’aria”. Nel documento inoltrato all’ente di viale della Democrazia viene sottolineato come il verde costituisca un patrimonio universale irrinunciabile sia per la salute sia per la qualità della vita dell’intera comunità acerrana, tant’è che tale patrimonio –  tutelato e sviluppato – può concorrere al miglioramento della vivibilità urbana. Lo sviluppo e la cura di queste aree deve essere elemento indispensabile per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente, inteso nella sua complessità e della persona stessa, che in esse trova il giusto momento di svago e di riconciliazione con la natura.

Lo stesso Comune, tuttavia, oltre a piantare gli alberi dovrebbe procedere al censimento ed alla classificazione degli alberi piantati, in aree urbane di proprietà pubblica e alla predisposizione del bilancio arboreo del Comune a due mesi dalla scadenza del mandato del sindaco, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente all’inizio e alla conclusione del mandato stesso.

Dal M5S viene indicata anche una lista di alcuni arbusti che lavorano come ‘divoratori’ di polveri sottili tipo l’orniello, l’olmo comune, il gelso nero, il frassino maggiore, il leccio, il ginkgo, l’acero campestre, il biancospino, il bagolaro e il tiglio, che potrebbero ridurre, in parte, il problema dell’inquinamento e delle polveri sottili nell’aria. E’ possibile agire anche retroattivamente dall’entrata in vigore della legge. (rc)

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